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Dietrofront Iachini, si torna al 3-5-2. Esperimento tattico fallito, servono certezze

La Nazione in edicola questa mattina fa il punto tattico sulla Fiorentina con vista Roma, sfida contro la Lazio. Si torna all'antico, per proteggersi meglio e ripartire

Con un pareggio, due espulsioni, due squalifiche e sei punti di vantaggio sulle terz’ultime si è chiuso il bilancio del primo cambio di modulo da quando c’è Iachini, che non ha trovato una buona sintesi fra speranza di migliorare il gioco, lucidità e timori di incrinare il rapporto con i giocatori più forti.

Fra questi Ribery e Chiesa – ormai in apnea da almeno un quarto d’ora – sono rimasti in campo fino al 92’, sostituiti da Cutrone e Sottil. E anche se non è Rivera, i 6 minuti giocati da Ghezzal entrato al posto di Duncan e poi sostituito con l’espressione color cenere dopo l’espulsione di Caceres, sono entrati nell’elenco delle scelte sfortunate.

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Sabato contro la Lazio sarà durissima, il 4-3-3 varato contro il Brescia non sarà riproponibile all’Olimpico. Per questo l’allenatore viola pensa di recuperare certezze tornando sistema di gioco scelto da gennaio in poi. Un 3-5-2 molto attento in chiusura e predisposto a ripartire, più che costruire.

Un calcio utilitaristico che la proprietà avrebbe voluto lasciarsi alla spalle – pensando soprattutto alla prossima stagione – ma in questo momento la Fiorentina fa benissimo a concentrarsi sul presente. Ancora 11 partite da giocare e molto ancora da decidere.

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Incrociare la Lazio con il 4-3-3, fra l’altro senza Chiesa, non sembra un’idea geniale in un momento in cui la Fiorentina vive soprattutto sulle individualità e non ha i meccanismi per proteggersi. (...)

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