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Decide il re dei fischi ma la Juventus è opaca e il rigore negato alla Fiorentina è uno scippo

Come riporta Giuseppe Tassi sul Qs-La Nazione, decide Bernardeschi, il Principe dei fischi, e Higuain infila in contropiede la banderilla fatale. Due tiri in porta in 90’ bastano alla Juve per battere con poco merito un’ottima Fiorentina.

Una gara brutta, nervosa, piena di tensioni e veleni fa da premessa a una settimana delicatissima per i campioni: prima gli ottavi di Champions con il Tottenham e poi il derby col Toro.

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Questa faticosa vittoria non è un bel biglietto da visita per la squadra di Allegri, che cede campo e iniziativa alla Fiorentina per 90 minuti.

Un rigore negato, un palo di Gil Dias e una parata di Buffon su Thereau sono il condensato dei rimpianti viola. Con Astori gigantesco al centro della difesa, un centrocampo vitale e pulsante, la squadra di Pioli prende il sopravvento con facilità disarmante e il solo Chiesa resta sotto traccia rispetto alle sue qualità.

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La Juve invece si limita a un faticoso controllo della gara, non riesce mai a ripartire in velocità nè a inventare calcio.

Pesano le assenze di Dybala e Cuadrado e così resta il solo Bernardeschi a seminare qualità in campo, compresa l’azione che propizia il calcio di punizione dell’1-0.

Il giallo del rigore negato in avvio di gara ha un peso specifico importante sulla partita. L’arbitro Guida decide solo dopo 3 minuti e 20 secondi e senza rivedere in prima persona le immagini del Var, mentre Veretout è già schierato sul dischetto.

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In realtà il fallo di mano di Chiellini è netto, mentre il fuorigioco di Benassi (che invalida tutta l’azione) è molto dubbio, visto che l’ultimo a toccare palla verso il centrocampista viola è Alex Sandro.

Neppure lo scampato pericolo scuote la Juve che continua a macinare un calcio farraginoso e condito di errori.

Solo le prodezze dei suoi singoli possono firmare la vittoria. E qui entrano in pista prima Bernardeschi e poi Higuain con le loro prodezze. Ma per il grande ritorno nell’Europa dei grandi serve la squadra. E a Firenze la vera Juve non si è vista.

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