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Dall’ossessione delle plusvalenze alle clausole in 'stile Barcellona'. Dalle tensioni ai sorrisi. Così si è capovolto il mondo Fiorentina

Se prima regnava l'ossessione delle plusvalenze adesso il mondo viola è completamente capovolto. Credibilità e fiducia. Il clima che traspare e i fatti rappresentano una rottura netta col passato.

MONDO VIOLA CAPOVOLTO. In altri tempi la notizia del rinnovo di Gaetano Castrovilli avrebbe trovato sì consensi, ma anche scetticismo. Perché tanto che i giocatori migliori rimanessero a lungo a Firenze era ormai diventato un concetto utopico.

C’era infatti l’ossessione delle plusvalenze, la necessità di vendere per acquistare e la quasi totale incapacità di dire di no ad offerte ‘importanti’. Tranne nel periodo finale, in cui, alcuni big sono rimasti nonostante richieste onerose, da Milenkovic in giù.

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Prima dello sprofondo che ha portato al passaggio di proprietà. Ma che questi no fossero ‘a scadenza’, in attesa di vendere per poi riacquistare era un iter ormai comprovato. Tanto che anche Federico Chiesa, si mormora, fosse già stato promesso alla Juventus.

Non è un caso se Commisso e il suo entourage hanno dovuto portare avanti un braccio di ferro durissimo per trattenerlo ancora a Firenze. E il mondo viola, nel giro di pochi mesi, si ritrova completamente capovolto. La forza di programmare il futuro c’è.

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La sensazione di poter fare di un proprio calciatore una bandiera è tornata. La volontà di farlo anche. DALLE PLUSVALENZE ALLE CLAUSOLE 'IN STILE BARCA'. Tra gli inventori delle clausole rescissorie ci fu proprio Corvino. Celebre, in tal senso, il ‘pacco’ Felipe Melo.

Ma quelle che in origine dovevano essere uno strumento per tutelarsi da corteggiamenti di altri club, con gli anni a Firenze hanno sempre più preso le sembianze di un ‘prezzo in vetrina’. E col ritorno di Daniele Pradé, una cosa forse è passata in secondo piano della conferenza del rinnovo dello stesso Castrovilli: “Dovremmo inserire delle clausole in stile Barcellona da 250-300 milioni…”.

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Come a dire: ‘non vogliamo vendere i migliori’. D’altronde l’ossessione delle plusvalenze lo aveva detto subito il ds viola che non sarebbe stata una priorità di questo nuovo corso viola. E una netta rottura col passato la si era avuta subito con gli arrivi di calciatori esperti, che dal punto di vista del cartellino non potevano garantire future cessioni, e con ingaggi pesanti.

Meglio investire 4 milioni per l’ingaggio di Ribery, che al lordo sono 8, piuttosto che sul cartellino di un carneade Norgaard. E se il danese poi è stato ceduto alla stesa cifra, garantendo una plusvalenza, Ribery disegna poesia con i piedi.

Una di quelle operazioni ‘di calcio’, piuttosto che ‘di bilancio’. DALLE TENSIONI AI SORRISI. Dal "comunicato a cui fa seguito un altro comunicato" nella conferenza stampa di presentazione di Montella, in cui si avvertiva una forte tensione da parte di chi era chiamato a difendere l'indifendibile, ai sorrisi e alle battute in occasione della conferenza di annuncio di un rinnovo fondamentale come quello di uno dei talenti più cristallini e puri del nostro calcio.

Dai bracci di ferro del passato al dialogo con un ds decisamente differente dal punto di vista umano e dialettico rispetto a chi lo ha preceduto. E la voglia di essere chiari e trasparenti, sempre. Così come quella di aprirsi alla gente.

CREDIBILITÀ. È tornata fiducia da parte del tifo, che risponde presente in massa. È tornata, semplicemente, credibilità. Che ha spazzato via lo scetticismo su ogni cosa, anche positiva, che veniva messa in atto dalla precedente proprietà e direzione sportiva.

La vicenda centro sportivo ne è l'ultimo esempio. Alle parole, perchè di quelle ne sono arrivate in quantità in 17 anni di gestione DV, adesso sono arrivati anche i fatti. SERENO PORTA SERENO. E se quel clima di tensione che si respirava fino a poco tempo fa aveva contributo, e non poco, a nauseare il tifo, spaccare lo spogliatoio, e alimentare lo sprofondo in cui era precipitata la Fiorentina, il sereno che regna adesso non può portar altro che altro sereno.

Se i risultati dell'ultimo miniciclo di gare sono stati quello che sono stati è anche dovuto ad un Franchi che trasuda entusiasmo e carica. Il passato è passato. Tutto ciò che sta facendo questa nuova società vuol dire futuro.

Senza mai dimenticare, però, da dove si viene. Solo così si può ancor più apprezzare quello che questo nuovo corso sta facendo.

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