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Dalle infrastrutture al Var, fino ai nuovi mercati per la Serie A. Tutti danno (sempre) ragione a Rocco, a parole. Ma nei fatti?

Dal Var agli stadi, tutti danno sempre ragione a Commisso. A parole, ma nei fatti? Senza che cambi niente, non basta più.

C'è un detto tipico fiorentino che dice 'la ragione si dà ai bischeri'. Due le possibili interpretazioni: dinanzi a chi non vuole sentire ragioni perché bischero meglio chiudere la discussione dandogli ragione. Oppure chi non vuole cambiare niente chiude il tutto con un 'hai ragione', lasciando tutto com'è.

Quello che sta accadendo a Rocco Commisso assomiglia tanto alla seconda visione del detto. Perché da ogni parte e su ogni argomento sollevato dal patron viola, dal primo giorno in cui è arrivato a Firenze, ha sempre trovato grandi consensi, a parole, ma nei fatti?

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STADI. Cominciò col tema infrastrutture Commisso. Sottolineando l'esigenza per la Fiorentina, ma anche per tutti i club italiani di dotarsi di impianti di proprietà. Aumentare i ricavi è fondamentale per stare al livello degli altri paesi e dei loro club.

Malagò incontrò i dirigenti viola prima del covid ed espresse grandi apprezzamenti per le idee della Fiorentina. E lo ha fatto e rifatto. Così come Gravina. A parole. Così come lo ha fatto la politica locale. Unendo anche dei fatti che però non hanno trovato riscontri pratici (Mercafir) e il tema del restyling del Franchi su cui tutti (tranne chi quel monumento lo deve tutelare per legge) conviene sul fatto che la burocrazia debba essere cambiata se non abbattuta.

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Da qui la marcia su Campi, non senza ostacoli. Dario Nardella con lo striscione "Io sto con Rocco"TUTTI STANNO CON ROCCO. Tutti sembrano convenire sulla bontà delle idee di Commisso. E dandogli ragione. Ma le cose non cambiano. Così come sul tema Var e sulla necessità di utilizzare la tecnologia in maniera differente.

Rizzoli, designatore arbitrale, ha aperto alla richiesta fatta dal patron viola, dandogli di fatto ragione, cosa che è accaduta sempre da quando vennero sollevate quelle polemiche post Juventus-Fiorentina, tranne che dalla sponda Juventus e da Nicchi (un caso?).

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Che qualcosa in tema di protocollo Var non funzioni, d’altronde, lo stanno sottolineando tutti, venendo proprio dalla parte del patron viola. Ma cambierà qualcosa dopo questa ondata di consensi? DIRITTI TV E APERTURE. Sul tema del dare maggior appeal al calcio italiano, attraverso, ad esempio, l’apertura ai nuovi mercati, americano e non solo, Commisso ha ricevuto subito grandi apprezzamenti.

Dal Pino in primis, la figura politica che il calcio ha individuato anche per reperire maggiori introiti sul tema diritti tv. E qualcosa, almeno lì, si sta muovendo. FATTI. Parole, insomma, se ne sono sentite tante da parte di istituzioni del calcio e politiche.

E quasi in ogni caso, per le idee di Commisso, sono arrivati consensi e ‘ha ragione’. Adesso è il momento dei fatti. In ballo non ci sono solo dei punti lasciati ingiustamente (per la Fiorentina), ma la credibilità di tutto un sistema che in questo momento non può permettersi altri scivoloni.

Così come la crescita di un movimento che negli ultimi anni si è ritrovato a finire dietro a realtà che erano dietro anni luce. Senza che nessuno si interrogasse sul perché. Dare la ragione a chi quei perché ha provato a metterli in evidenza, senza che cambi niente, non basta più.

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