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Dalla preparazione a Montella, i mea culpa di Rocco. Errare è umano. Ora tocca alla squadra uscire dai bassifondi

Dopo il cambio di allenatore e la presa coscienza di alcuni errori fatta anche da Commisso, ora è tempo di pensare a vincere. Contro la Spal imperativo tre punti. E gli alibi sono terminati

I MEA CULPA DI ROCCO “Mi prendo la responsabilità”, sia sull’aver confermato Montella a inizio stagione che sull’aver voluto portare la squadra in America in estate creando scompensi nella preparazione atletica. Non si nasconde dietro ad un dito il patron viola Rocco Commisso.

Da uomo che dal nulla ha messo su un impero economico ed industriale sa benissimo che solo chi non fa non commette errori. E a dir la verità lo ha detto dal primo giorno: “Sono qui per imparare, datemi tempo”. Concetto che però mal si sposa col mondo del calcio, dove vige la regola del ‘ora e subito’ tanto che qualcuno lo ha già messo nel mirino della critica.

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La cosa fondamentale, adesso, è raddrizzare la rotta ed evitare di commettere altri sbagli. Tutti commessi in buona fede, ma che nel calcio si pagano.

CHE STECCHE A MONTELLA Da quando è tornato a Firenze Commisso non si è mai nascosto.

Non ha gradito come la sua Fiorentina scendeva in campo ormai da troppo tempo. E già dal post gara di Bologna gli elogi a Iachini si sono mescolati a critiche più o meno dirette a Montella. Vuole vedere grinta, rabbia e sudore, in pieno stile Iachini.

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Perché “Rocco era così” come più volte ha detto il Presidente della Fiorentina. E per questo dalla sfida contro la Spal si attende punti e sorrisi.

ORA TOCCA ALLA SQUADRA Dopo aver ammesso pubblicamente di aver commesso un errore a confermare Montella la scorsa estate, a parole ma anche col cambio di guida tecnica, dalla gara del Franchi di domenica non può far altro che sperare in positivo, lui come tutta la piazza viola che non riesce a tirarsi fuori dai bassifondi della classifica ormai da un anno.

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Contro la Spal c’è un solo risultato a disposizione della Fiorentina: la vittoria. Un altro passo falso non è contemplato. Perché è vero che sono stati commessi degli errori, sia da parte di Commisso, che da parte di Daniele Pradé, ma pensare che questa rosa non sia in grado di poter fare punti contro Lecce, Verona o appunto la Spal non sarebbe intellettualmente onesto.

ALIBI TERMINATI Ora, insomma, dopo il cambio di guida tecnica ci si attendono risposte dalla squadra.

Gli alibi sono terminati per la rosa viola. Anche perché sono i cosiddetti leader ad aver troppo spesso commesso errori fatali. Da Pezzella (vedi Bologna-Fiorentina) a Chiesa, passando per Pulgar. Da loro è lecito attendersi qualcosa di più rispetto ad un girone d’andata ai limiti del disastroso, che la Fiorentina deve chiudere con tre punti per provare ad invertire un trend da incubo.

Badelj è stato il primo a farne le spese, con il cambio di gerarchie e l’avanzamento a ruolo di titolare di Benassi. Altri sono sotto osservazione. Se non per l’oggi sicuramente per il domani. Con Cutrone là davanti aumentano le soluzioni per Iachini.

Perché a questo gioco conta segnare, oltre che non prenderne. Ed anche a Bologna così come nella gestione Montella segnare è sempre stato un tabù per questa Fiorentina.

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