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Dalla A alla Z: l'alfabeto viola del 2017

Si è concluso il 2017 della Fiorentina. Un'annata intensa, con polemiche, tante partenze, altrettanti arrivi, il cambio in panchina e di gestione. E poi l'allontanamento dei Della Valle, i risultati negativi e l'estate delle plusvalenze...

Tutta l'annata viola riassunta dalla A alla Z, nell'Alfabeto 2017 di LaViola.it.

A come... Astori. La Fiorentina di Pioli è ripartita con un nuovo capitano, eletto fin dal ritiro di Moena. Un leader nello spogliatoio e fuori, che in campo ha accusato qualche imprecisione negli ultimi mesi dell'anno.

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Simbolo di una Fiorentina più italiana, che ha messo da parte il gruppo 'ispanico' dei vari Gonzalo, Borja Valero ecc...

B come... Bernardeschi. Da nuova bandiera a traditore, dalla 10 di Antognoni al passaggio alla Juventus. Una ricca plusvalenza con il ragazzo cresciuto nel settore giovanile viola, un trasferimento record segnato però anche dai certificati medici discutibili e dalle lunghe trattative per l'addio.

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Una separazione non indolore con tanto di cori e striscioni da parte dei tifosi.

C come... Cognigni e Corvino. "La Fiorentina adesso ha un comparto societario ben strutturato": parola dei Della Valle. Società affidata al Presidente esecutivo Cognigni e al DG Pantaleo Corvino.

Qualcuno l'ha chiamata la C2: hanno ridotto i costi, massimizzato le entrate e tirato su un nuovo programma fatto di giovani e auspicabili potenzialità. Il 2017 ha dato sempre più poteri ai due uomini dei Della Valle.

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D come...

Della Valle. Già, come 'passi indietro', 'fare la conta della minoranza' e comunicati di vendita societaria. Un'annata intensa per la famiglia marchigiana nel rapporto con Firenze, tra cori, striscioni e insulti. "I Della Valle ci sono molto vicini", assicurano Cognigni e Corvino, ma non mettono piede a Firenze – salvo un blitz fugace di Diego – ormai da maggio.

"Sento ancora cori dalla curva contro di me, forse qualcuno si sente un po' 'protagonista. Io la città l'ho sempre sentita vicina, ma se i soliti fanno la voce grossa questo è un condizionamento pesante. Se dovessi tornare a Firenze ricomincerebbe tutto con i soliti cori, non voglio porgere l'altra guancia", ha commentato a fine 2017 ADV.

E come...

Europa. Dopo quattro partecipazioni di fila, un'annata senza Europa a Firenze. L'ultimo palcoscenico europeo a febbraio, nella nottataccia contro il Borussia Monchengladbach che ha segnato – con ogni probabilità – la vera fine del ciclo-Sousa.

Europa anche come obiettivo (dichiarato da Della Valle ma non da Cognigni-Corvino-Pioli) per la stagione che è arrivata al giro di boa.

F come... Firenze. E come il calo di tifosi, sempre meno appassionati ad un calcio lontano dai cuori e più vicino al portafoglio.

Abbonamenti in linea con la C2, contro il Milan il record (momentaneo) 2017/2018 è arrivato sulle 30 mila presenze: roba imparagonabile rispetto a qualche anno fa. Una città che è tutt'altro che normale, fosse altro per blasone e storia, ma che negli ultimi mesi ha vissuto lunghi momenti di mediocrità calcistica, incertezza e personaggi che l'hanno 'spernacchiata' a livello nazionale (Sousa, Bernardeschi, Kalinic e non solo...).

G come...

Gonzalo Rodriguez. Chiuso un ciclo con lo svincolo di capitan Gonzalo Rodriguez. Simbolo di un calcio spagnoleggiante e spumeggiante, inaugurato a Firenze da Pradé e Macia e segnato da giocatori che hanno portato in alto la Fiorentina: da Pizarro a Borja Valero, da Aquilani ad Alonso, Cuadrado, Joaquin e Rossi, fino a Savic, Ilicic e gli altri.

Un altro che non si è lasciato benissimo con la dirigenza viola, Gonzalo Rodriguez...

H come... Hagi. Da promessa a tribuna praticamente fissa, da miglior giocatore d'estate a desaparecido, a faticare perfino con la Primavera.

Classe '98, praticamente mai preso in considerazione prima da Sousa e poi da Pioli. Per lui si sta mobilitando mezza Romania, e ogni tanto anche il grande Gheorghe 'borbotta': partirà (per ora) in prestito.

I come... Ilicic. Giocatore che ha diviso a lungo Firenze, tra sostenitori incalliti e assidui denigratori.

Lampi di luce alternati a grandi momenti di buio, con Sousa dalle stelle alle stalle (e alla panchina): mandato via per pochi milioni all'Atalanta, in molti adesso lo rimpiangono. Perché in nerazzurro è rinato: 9 gol e 6 assist in 23 gare.

J come...

Jordan Veretout. La faccia migliore del mercato estivo di Corvino, insieme a German Pezzella. Arrivato per 7 milioni, è subito diventato titolare, poi trascinatore e leader, anima della squadra 'battagliera' che vuole Pioli. Quantità e non solo: 5 gol e 1 assist, secondo miglior marcatore dietro a Simeone.

Un gran bel giocatore, il classe '93 arrivato dall'Aston Villa. Così come Pezzella, prelevato dal Betis in prestito con riscatto fissato a 10 milioni.

K come... Kalinic. Ahi, Nikola... tra rapine in casa in Croazia e certificati medici 'per stress', salta il ritorno al Franchi da ex per una caviglia 'massacrata' nel derby.

Protagonista della Fiorentina di Sousa, arriva quasi sconosciuto dal Dnipro e diventa 'eroe' per i tanti milioni rifiutati a gennaio 2017 dalla Cina. A passare dalla parte del voltagabbana, però, ci mette poco: a Moena si presenta appena per qualche ora, l'idea di andare al Milan è chiara da tempo.

Per la Fiorentina un'altra ricca plusvalenza (dilazionata negli anni), ma Firenze non lo perdona.

L come... Leccavalle, Lenzuolai, Avvoltoi e Rosiconi. E chi più ne ha e più ne metta: la vecchia battaglia tra Guelfi e Ghibellini ha passato la diatriba storica a nuove forme di fazioni, divise tra pro e contro Della Valle, pro e contro Sousa, Pioli, la squadra e tutto il resto.

Tifosi che cantano contro i Della Valle, altri tifosi che fischiano chi canta e altri fischi che contestano chi fischia. Se ne son viste parecchie, a Firenze, negli ultimi tempi, e certo è stato l'ambiente e la situazione interna alla Fiorentina ad alimentare in qualche modo il tutto.

Per non parlare dell'estate passata a suon di uno striscione al giorno: Della Valle, Cognigni, Corvino, i giocatori, tutti nel mirino. "E' una minoranza", anzi no. E la 'battaglia' tra pro e contro va avanti.

M come... Marco Benassi.

Ma anche Milenkovic. Due degli investimenti più pesanti dell'estate viola: l'ex capitano del Torino, classe '94 è arrivato per 10 milioni più bonus, e finora ha sostanzialmente deluso. Qualche lampo, 3 gol e 3 assist, ma fin qui ha inciso poco sulla rinnovata Fiorentina di Pioli, pur essendo titolare praticamente inamovibile (prima da trequartista, poi da interno di centrocampo).

Il difensore serbo, classe '97, è arrivato per 5 milioni, ma è rimasto chiuso da Pezzella, Astori e Vitor Hugo fino al tramonto delle 2017: due discrete presenze contro Cagliari e Lazio, e una promessa per il 2018.

N come... Nuovo Stadio.

A marzo la presentazione 'in pompa magna' del progetto a Palazzo Vecchio, a fine dicembre la richiesta di proroga (la scadenza per il progetto esecutivo era il 31/12) e il rinnovato impegno della Fiorentina. Nel mezzo, il comunicato di vendita societaria dei Della Valle che ha gettato qualche fumata non positiva sul tutto, e i passi del Comune per lo spostamento della Mercafir a Castello e il futuro dell'aeroporto (passaggi cruciali per l'area in cui dovrebbe sorgere lo stadio).

"Obiettivo prima partita nel 2021", hanno confermato anche di recenti le due parti. Il 2017 è stato intanto un anno fondamentale, il 2018 dovrà essere quello del progetto definitivo.

O come... Ore decisive per... Ai tempi della C2 il tormentone fu coniato per Longo, nell'anno della rivoluzione viola di casi analoghi, veri e propri tormentoni, ce ne sono stati diversi, in entrata e in uscita.

Da Bernardeschi a Kalinic, fino a Borja Valero, lunghi tira e molla a suon di "Siamo ad un passo". Così come per il mercato in entrata: Eysseric era già preso praticamente da giugno, è arrivato a fine agosto (con risultati molto scarsi, peraltro), Emre Mor pareva già vestire di viola, Jesé Rodriguez idem.

P come...

Pioli vs Paulo Sousa. Dal portoghese all'italiano, dall'emussionale basculazione alla normalità. "Avremmo dovuto prenderlo qualche anno fa", ha commentato Cognigni parlando di Pioli. L'allenatore in grado di gestire un passaggio storico delicatissimo, a tratti sanguinoso, ricco di incertezze.

Un'idea di squadra, adesso, che se la sta giocando per l'Europa, che se non altro ci mette grinta e determinazione, a confronto degli ultimi disgraziati mesi con un Sousa lontano da Firenze ben prima di maggio. Dalle continue frecciatine alla chiarezza: un cambio di filosofia netto all'interno della Fiorentina.

Q come...

Quanto vale Chiesa? Rinnovo da top player, 1,5 milioni a salire fino a 2. Giocatore blindato? La Fiorentina ci prova, nel mercato di oggi niente è certo. Specie con le cifre che girano in Italia e all'estero... C'è chi parla di 50, 60 milioni di valutazione del classe '95.

Che intanto assicura: "Ho firmato fino al 2022 perché sono in un top club, orgoglioso di vestire la maglia viola". Testa, cuore e famiglia diversi dal suo precedessore, Bernardeschi. Partita dopo partita trascina la sua Fiorentina.

Per il futuro c'è tempo, Firenze intanto si gode il suo ragazzo che esulta andando ad abbracciare i tifosi in Maratona e in Tribuna.

R come... Rivoluzione. L'addio dei senatori, giocatori di livello che ormai avevano dato tutto a Firenze.

Gonzalo, Borja, Vecino, Bernardeschi, Kalinic, Tatarusanu, Ilicic, via Paulo Sousa. Dentro Pioli, Pezzella, Veretout, Simeone, Benassi e gli altri. Una rivoluzione faticosa, chiusura totale con il ciclo-Pradè. Mesi difficili e di incertezza, tante incognite che pian piano cercano di diventare certezze.

Ma anche una credibilità nel calcio italiano da riconquistare, dopo anni passati a lottare stabilmente per le prime posizioni.

S come... Sportiello e Saponara. Le due facce del mercato di gennaio 2017. Il primo passato da riserva di Tatarusanu a titolare della porta viola.

Con rendimento in crescendo nella Fiorentina di Pioli. Saponara è invece un caso: 10 milioni di motivi per non perdere una scommessa, da parte di Corvino. Gli infortuni, la condizione precaria e un ritmo lontano da quello dei tempi migliori, per chi era stato preso per fare la differenza e fare il fulcro della nuova Fiorentina.

Su Saponara il riscatto è già obbligatorio, su Sportiello c'è un diritto che verrà esercitato a breve dai viola.

T come... Tomovic e Thereau. Nenad era arrivato a fine mercato estivo 2012, e lascia Firenze a fine agosto 2017. Cinque anni a fare il titolare, spesso a destra, nonostante le critiche della piazza e rivali di ruolo che di volta in volta dovevano proiettarlo in panchina.

Talvolta preso anche come capro espiatorio in situazioni in cui non era il solo colpevole, sulla corsia destra di difesa (lui che sarebbe un centrale) ha chiuso di fatto un'Era. 'Colpa di Tomovic', era tra le certezze dei tifosi (a ragione o non) ad ogni gol subito.

E poi Thereau: arrivato a fine mercato, per 'ovviare' ai tanti giovani non pronti arrivati sul mercato. Per tre mesi si è caricato sulle spalle gran parte del pacchetto offensivo viola, a dicembre un vistoso calo di condizione.

Ma fin qui è tra i protagonisti del 2017/2018.

U come... Unico Dieci. È stato l'anno del ritorno di Giancarlo Antognoni alla Fiorentina. Il 2 gennaio è rientrato ufficialmente nella famiglia viola "in stretto contatto con la Presidenza con compiti di rappresentanza", mentre da giugno è diventato ufficialmente club manager.

Un ritorno 'a casa' atteso da anni.

V come... Valero. Tra i protagonisti più illustri degli anni di Sousa e Montella, ha lasciato Firenze con tanti tifosi che lo acclamavano sotto casa e con un rapporto conflittuale con la società.

Come in altri casi, i tifosi si sono divisi, tra chi lo considerava un 'Sindaco' e chi lo vedeva come 'tassa' per la Fiorentina. Senz'altro una questione che resta aperta, specie dopo le parole di Andrea Della Valle che ha confermato la volontà di Borja di rimanere in viola nell'ultima estate.

Partito, poi, per andare all'Inter. Comunque, a suon di milioni.

Z come... Zekhnini. Si chiude con lo sguardo al futuro, e con i tanti giovani approdati a Firenze nel 2017. In pochissimi si sono messi in mostra finora, magari lo faranno in futuro.

Ci spera Corvino, così come la Fiorentina. Tra potenzialità e possibili plusvalenze: Zekhnini è classe '98 e ha visto il campo per una manciata di minuti, così come Lo Faso ('98), Milenkovic e Dragowski (entrambi '97). Già citato Hagi ('98), che non ha mai giocato nonostante le premesse estive, c'è poi il classe '96 Gil Dias che ha avuto più minutaggio ma poca brillantezza.

Senza dimenticare Chiesa che è un '97, Simeone un '95. E per il nuovo anno è già stato acquisto il classe 2000 Vlahovic. Chissà che qualcuno di questi non possa lasciare il segno in viola già nel 2018.

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