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Dal tecnico al bomber, fino al ‘regista’. L’estate di Pradè all’insegna del vietato sbagliare (ancora)

Stavolta non dovrà sbagliare niente. O quasi. L’estate 2020 sarà il vero banco di prova per Pradè che è chiamato a costruire una Fiorentina da Europa

E’ inutile girarci attorno. Tra le figure più criticate in queste ultime settimane in casa Fiorentina c’è la cattedra di direttore sportivo occupata da Daniele Pradè. Ancor più dei calciatori e del tecnico. Diverse le motivazioni per cui la squadra viola si è ritrovata a dover lottare per la salvezza fino a poche gare dalla fine.

E tra queste rientrano per forza di cose anche una serie di operazioni di mercato che non hanno rispettato le aspettative. Corredate, spesso, da esborsi importanti. SVOLTA. Mai come quella che sta per iniziare, sarà l’estate della svolta per lo stesso Daniele Pradè.

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Non potrà sbagliare niente, o quasi. Le ambizioni della proprietà sono chiare: tornare a lottare per l’Europa. O la va, o la spacca, anche per il direttore sportivo viola. Gli alibi, tanti, della scorsa estate non basteranno.

La particolarità del mercato di gennaio neanche. Il dirigente romano si gioca tutto in questa sessione di mercato per dimostrare di essere la figura giusta per la crescita viola. E di cose da fare ne avrà tante. Meno del 2019-20, ma ancor più fondamentali.

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TECNICO. La prima pedina da mettere nello scacchiere viola sarà il nuovo tecnico che andrà a prendere il posto di Beppe Iachini. Fosse stato per Pradè, l’estate scorsa, Montella non sarebbe stato riconfermato. Per una serie di ragioni ormai note, e che sono venute a galla col passare dei mesi fino al necessario quanto tardivo cambio di rotta.

Servirà un allenatore di media fascia, perché a quelli di primissimo livello ancora la Fiorentina non può ambirci. Che dia una identità ad una Fiorentina per troppi mesi in balia degli eventi e inguardabile in casa, incapace di metter sotto qualunque avversario se non affidandosi ai contropiedi.

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Efficaci, e lo dicono i dati, quasi solo esclusivamente lontano dalle mura amiche. Gioco, e risultati. Ma soprattutto ambizione. Sarà Commisso a dover metterci l’ultima parola. Ma sarà fondamentale il lavoro del ds viola. Com’è giusto che sia.

INNESTI. E attorno ai principi di gioco del nuovo tecnico Pradè sarà chiamato a costruire una rosa che rispecchi quelle idee di calcio. Il caso Sarri è l’emblema di ciò che non deve accadere in un club: comprare prima i giocatori e poi scegliere l’allenatore è un errore che può rivelarsi fatale.

Ma anche dar troppo retta alle idee dell’allenatore può rivelarsi controproducente, come ad esempio basare la stagione sulla coppia Badelj-Pulgar su indicazione dello stesso Montella. Amrabat è già un colpo eccellente. E di questa rosa non è proprio tutto da buttare.

Ma per fare il salto di qualità che la società si attende dalla prossima stagione servono almeno 2-3 colpi. REGISTA E BOMBER. Chi detti i tempi di gioco sarà fondamentale. Perché la Fiorentina di quest’anno è stata troppo brutta e carente nella costruzione della manovra.

Sia per le idee di Iachini, ma anche perché i vari Badelj e Pulgar hanno deluso. E davanti serve chi la butti dentro con costanza. Aver puntato su Vlahovic con Boateng e Pedro come punte centrali è stato un errore. Cutrone sta dando qualche risposta nelle ultime gare, ma può bastare?

Può essere lui il nove della Fiorentina del futuro? O solo un’ottima alternativa, magari mandando a giocare il giovane serbo? A quel punto servirebbe una punta da doppia cifra. Da non sbagliare. CONFERME E BOCCIATURE. Dietro molto se non tutto dipenderà da quello che accadrà attorno aMilenkovic.

Se l’ex Partizan dovesse partire servirebbero almeno due difensori di ottimo livello. Perché anche Pezzella ha mercato. Igor non ha convinto granché, così come a sinistra Dalbert è andato in progressivo calando costringendo Iachini a schierare calciatori adattati come Venuti o Lirola.

Su quella corsia ci sarà del lavoro da fare. Il futuro di Chiesa, che forse Pradè lo scorso anno avrebbe preferito vendere dinanzi agli scenari che si erano creati, dovrà essere gestito all’unisono tra tutte le parti in causa.

Tra avere un pacco di milioni da poter investire, e non averli, c’è differenza. ALL-IN. Tanto lavoro in vista, dunque, per Daniele Pradè. In mezzo a qualche critica forse eccessiva e di troppo, piaccia o meno, sarà la sua estate.

Le basi gettate non sono tutte da buttare. Ma adesso serve qualcosa di più. E tra un anno, di questi tempi, sarà veramente possibile tracciare un bilancio della sua nuova esperienza da direttore sportivo viola. Un’estate all’insegna del vietato sbagliare (ancora).

In ballo c’è la crescita della Fiorentina.

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