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Dal solista Chiesa alla raffica di assistman. Da Callejon-Ribery a Bonaventura e Biraghi. Ora tocca alle punte (e a Iachini) sfruttare le occasioni

Dal solista Chiesa alla raffica di assistman. Da Callejon-Ribery a Bonaventura e Biraghi. Ora tocca alle punte (e a Iachini) sfruttare le occasioni

L’addio di Chiesa lascia in eredità una serie di aspetti tecnico-tattici tutti da scoprire in casa Fiorentina. Perché se è vero che la squadra viola perde il suo capocannoniere della passata stagione (10 gol), è anche vero che alla voce gioco di squadra, nonostante qualche assist (6 l’anno scorso), non si può certo dire che Chiesa fosse un’eccellenza.

TESTA BASSA E CONCLUSIONE. Per lunghi tratti della passata stagione lo schema preferito era ‘palla a Chiesa e vediamo che succede’. Lo era stato ancor prima con Pioli. In tante occasioni Chiesa è stato ‘accusato’ di essere un solista.

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Testa bassa, progressione magari con dribbling e conclusione a rete erano il suo marchio di fabbrica. Mentre sull’alzare la testa e cercare, magari, l’assist, è sempre stato carente. Ne sono la riprova i tanti ‘vaffa’ ricevuti in campo dagli stessi compagni.

Da Simeone a Vlahovic, con tanti rimbrotti anche da parte di Ribery per scelte e o movimenti sbagliati. VIRATA. E ora? A Iachini è stato tolto un esterno a tutta fascia dalle caratteristiche atipiche, esplosivo in fase offensiva e ultimamente molto reattivo ed efficace anche in quella difensiva.

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Si ripartirà ancora dal 3-5-2? O con l’inserimento di Callejon Iachini virerà su un assetto tattico che permetta uno ‘sfruttamento’ migliore dello spagnolo ex Napoli? La sosta aiuta, in questo senso, a valutare ogni singolo aspetto.

Ce n’è anche un altro: lo stravolgimento delle caratteristiche collettive. E non solo dei singoli. Perché alla voce assist, adesso, Iachini non può certo lamentarsi. CALLEJON E GLI ALTRI. L’ex Napoli è stato per anni in testa alle classifiche assolute della Serie A alla voce assist.

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In 349 partite disputate tra campionato e coppe col Napoli ne ha messi a referto 78. Ben 10 in 33 gare giocate in Champions League. Bonaventura è un altro: 45 tra Milan e Atalanta in 319 partite. Ribery è arrivato a 217 in 579 partite, 120 solo al Bayern in 249 presenze.

E ben 28 in 87 gare di Champions. BorjaValero è arrivato a 45 in 214 presenze con la Fiorentina. Erick Pulgar, l’anno scorso, è arrivato a quota 8 assist da calcio da fermo, altra soluzione da sfruttare. E poi ci sono gli esterni, da Biraghi (netto passo indietro con la Samp) e Lirola, che potrebbero rappresentare altre fonti di suggerimenti per gli attaccanti.

MANNA PER LE PUNTE. Tante, forse troppe, le carenze evidenziate l’anno scorso dalla Fiorentina di Iachini alla voce gol su azione. Aspetto, questo, che ha portato la società a cercare sul mercato calciatori che avessero nel dna una visione della manovra offensiva di un’altra categoria.

Una vera e propria manna per gli attaccanti, un cambio netto rispetto alle intere partite passate nel 2019 (ed anche prima) dai vari Vlahovic e Cutrone senza ricevere palloni giocabili in area di rigore. E senza l’innesto di una punta di spessore, con la conferma del pacchetto avanzato formato da Cutrone-Vlahovic-Kouame (anche per colpa di trattative in entrata non andate a buon fine), dal roster di punte ci si attende un notevole passo in avanti.

Quest’anno, palloni giocabili da mettere dentro, non ne dovrebbero mancare. IACHINI. Molto passerà anche dalla tattica, e da Beppe Iachini. Atalanta o Sassuolo, giusto per fare degli esempi, segnano a ripetizione sì per la qualità delle proprie punte, ma anche perché inserite in contesti di gioco in cui vengono costruite valanghe di occasioni da gol grazie alle idee di Gasperini e De Zerbi.

Non a caso segnano sostanzialmente tutti. E quel ‘mi aspetto di veder giocare a calcio’ di Commisso, tra gli obiettivi per questa stagione, ha un chiaro riferimento: Iachini. Da lui la Fiorentina si attende uno step in avanti anche dal punto di vista del gioco.

Col Torino qualcosa si era visto, così come a San Siro contro l’Inter prima del brusco passo indietro contro la Samp. In questa sosta Iachini lavorerà anche (e soprattutto) su questo.

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