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Dainelli: "Fiorentina una fede. Ribery ha risvegliato la fiorentinità"

Il dirigente viola ha parlato anche del suo passato da calciatore e anche di molti temi di attualità viola e non

Dario Dainelli ha parlato con Tuttofantacalcio in una diretta Instagram: “Chiesa e Castrovilli hanno qualità fisiche e tecniche incredibili anche se possono crescere ancora. Sono già a un livello molto importante. Dobbiamo solo pensare positivo ed essere contenti per quello che possono fare con il club e la Nazionale.

Ripresa del campionato a porte chiuse? E’ brutto. Siamo abituati a giocare con tanto pubblico mentre giocando a porte chiuse si rischia di avere la percezione di giocare una partita non importante, un’amichevole. E’ chiaro che sarebbe solo questione di abitudine.

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Meglio la vita da calciatore o da dirigente? Da dirigente ci sono ancora tante cose che devo imparare. Non ho ancora la piena consapevolezza di quello che devo fare. Da calciatore ho fatto 22 anni di carriera e ho vissuto davvero tante situazioni.

Firenze e la Fiorentina? La Fiorentina per me è un po' tutto dal punto di vista della carriera. E' la squadra dove sono stato di più e ho giocato davvero anni molto belli. Siamo anche arrivati in Champions League. Sono stati anni importanti.

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Poi da toscano quella viola è anche fede. E' stato un sogno giocare nella FiorentinaDainelli? L'ho avuto 5 anni. Con lui sono stati anni belli e fortunati. Abbiamo ottenuto il piazzamento in Champions League. C'è stata la parentesi brutta di Calciopoli.

Luca Toni? Ci siamo conosciuti a Empoli e poi ci siamo portati avanti la carriera. Alla fine abbiamo giocato da avversari a Verona, io al Chievo e lui all'Hellas. Siamo stati una decina di anni insieme. E' un amico più che un compagno.

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La tua Top 11 del passato? Modulo 4-3-1-2. Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Nesta, Maldini, Pirlo (o Guardiola), De Rossi, Del Piero, Baggio, Totti, Toni. In panchina Mazzone. Top 11 del presente? Szczesny, Acerbi, Chiellini, Asamoah, Lirola, Castrovilli, Barella, Tonali, Chiesa, Ribery, Cristiano Ronaldo.

In panchina metto il grande Beppe Iachini. Ribery? Ha portato entusiasmo ancor prima di arrivare. Ha risvegliato la fiorentinità e l'amore dei tifosi che si era un po' sopito nell'ultimo anno. Poi è arrivato e abbiamo apprezzato quello che è non solo da calciatore.

E' l'emblema della positività”.

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