Dai proclami all'attesa. La scalata è un cammino ancora lungo. Tra speranze, utopie e più di qualche brontolio
Dai proclami all'attesa. La scalata è un cammino ancora lungo per la Fiorentina. Tra speranze, utopie e più di qualche brontolio
Un anno fa di questi tempi Firenze e il popolo viola sognavano. Adesso sperano. Con più di qualche brontolio. Partito con la conferma di Iachini, continuato con qualche nome di mercato sfumato, passando per le nuove maglie che piacciono così così, fino all’attesa per innesti che non arrivano.
Ancora. Perché arriveranno. Dire che niente, nel frattempo, è cambiato, sarebbe ipocrisia. Perché di mezzo ci sono stati mille ostacoli non previsti sulle infrastrutture, una pandemia mondiale, e una serie di errori strategici che hanno imposto riflessioni e cambi di rotta.
Ma se è vero che rispetto all’anno scorso non si registra alcun proclama, con apparenti ridimensionamenti negli obiettivi, è anche vero che gli uomini mercato viola continuano a sondare diverse strade. ATTESA. La strategia della Fiorentina è chiara: aspettare.
Servono incastri vari, e situazioni propizie. Oltre che il dover piazzare la solita lista di esuberi che pesano come l’anno scorso. Come chiari sono gli obiettivi: Torreira e una punta. Il resto è contorno. Non c’è voglia, quest’anno, di farsi prendere per il collo come alcuni club hanno fatto nei mesi scorsi sparando cifre fuori mercato.
Serve massimo equilibrio nei conti, tra entrate e uscite. Che non vuol dire autofinanziamento totale come nell’ultimo periodo di gestione Della Valle, ma neanche spendere valanghe di milioni per calciatori sopravvalutati. CHE MEDIANA CON TORREIRA.
La base c’è, e nelle idee della Fiorentina è anche nutrita e importante. La rosa va solo puntellata. Con Torreira, Castrovilli e Amrabat il centrocampo viola diventerebbe uno tra i più importanti della nostra Serie A. Ma l’Arsenal è bottega cara.
L’intesa si può trovare, ma se è vero che l’ex Sampdoria vuole ritrovare l’Italia e giocare, la Fiorentina è la strada più percorribile per lui. Il Toro ci prova, ma è dietro. Il Milan potrebbe puntarci, ed è il vero gradimento del calciatore.
Ma adesso i rossoneri stanno spingendo su Tonali. E questo rallenta la corsa viola a Torreira. Servirà attendere ancora. Piaccia o meno. Già trattare con i gunners non è lo stesso che passare settimane ad attendere Eysseric o Norgaard.
CAVALLI DI RITORNO. Borja e Biraghi appartengono al passato. I cavalli di ritorno non piacciono quasi mai. A meno che non possano fare la differenza. Certo lo spagnolo non potrebbe far peggio di Badelj, così come difficilmente Biraghi potrebbe far peggio di Dalbert.
Ma come detto, le ambizioni portavano ad altri obiettivi. Passare dal sogno Thiago Silva a Ceppitelli, da Spalletti alla conferma di Iachini, non può certo entusiasmare. E se qualcuna è stata una boutade giornalistica, altre piste, invece, sono state sondate, e concrete.
Svanite, poi, nel nulla di fatto. Si attende il momento giusto, come con l’attaccante. LA PUNTA. Quasi impossibile che arrivi Higuain, così come Belotti. Più probabile Piatek. Ma alle condizioni attuali dipende quasi tutto da Chiesa.
Ancora, il futuro del 25 viola, è un rebus. E dal punto di vista tecnico e ed economico cambierebbe tutto se dovesse rimanere o partire. Vlahovic andrà a giocare, come Sottil. Kouame può essere la rivelazione, ma è un azzardo.
Serve una certezza. Ma il domino deve ancora partire. La scalata, insomma, è ancora lunga. E ci vorrà pazienza. La lontananza di Commisso non ha aiutato. Per niente. Perché comanda lui, come giusto che sia visto che ci mette i soldi.
Peccato che si trovi dall’altra parte del mondo, e alcune situazioni avrebbero bisogno di una sua presenza in loco. A meno che non deleghi in toto. Nel mondo del calcio, in Italia soprattutto, non c’è mai tempo da perdere. E i meccanismi viola, ancora, non sembrano essere oleati del tutto.
Anche per questo, qualche brontolio, inizia a diffondersi in città. Le premesse sembravano poter essere di un altro livello. Ancorac’è tempo per riaccendere la fiammella del sogno.


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