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Corvino: "Squadra a Sassuolo un giorno prima. Per l'Europa abbiamo forato all'ultima curva. Nuovo tecnico italiano"

Queste le parole del dg viola Pantaleo Corvino in esclusiva ai microfoni di Radio Bruno: "Palermo e gli ultimi 45' con il Borussia rimangono tra i momenti più brutti della mia carriera calcistica. In entrambe le occasioni si era ad un passo da raggiungere un traguardo che era difficilmente immaginabile.

La sconfitta con i tedeschi ha sancito la fine del nostro percorso in Europa League, che fino a quel momento era un percorso giusto. E' stato terribile veder sfumare tutto in 45'. Così come è stato terribile veder sfumare tutto a Palermo.

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Momenti terribili perché ho pensato ai nostri tifosi, soprattutto a chi era allo stadio a Palermo e al Franchi col Borussia. Sarebbe cambiata la nostra stagione, perché dall'humus che sento questa stagione verrà considerata fallimentare.

In questo campionato abbiamo fatto 55 punti, più o meno in linea con le precedenti stagioni. Eppure questa viene considerata una stagione fallimentare. Non lo sarebbe sicuramente stata se quelle due partite fossero finite diverse.

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Perché è successo questo? Io sono responsabile dell'area tecnica e parlo di quello che posso controllare. Non è che sbagli due partite così importanti perché ti manca un difensore o un centrocampista o un attaccante in rosa. Sono quelle cose incredibili del calcio".

"Gli striscioni e le accuse di società assente?

Queste cose possono far sorridere, ma invece non devono far sorridere ma fare riflettere. Questa cosa però non trova riscontro nei fatti. La proprietà Della Valle è innamorata di questa città, e lo ha dimostrato in tanti modi, portando la squadra dalla C2 alla A e centrando 8 qualificazioni europee.

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Oggi ci sono proprietà che sono lontane, come Milan, Inter, Roma, Manchester City, PSG... Una società è assente quando non è in grado di non supportare una squadra, quando il management è assente, non è il nostro caso. I tifosi devono ritrovarsi nei momenti difficili, non possiamo sentirci giudicati assenti quando un risultato non va.

Noi siamo dalla mattina alla sera vicini alla squadra e disponibili per tutti. Lo prendiamo come uno sfogo di una delusione".

"Due giorni di riposo una provocazione? Siamo dirigenti di lungo corso, dobbiamo fare tante considerazioni.

Questo è un gruppo che ha portato, in gran parte, per quattro anni la squadra in Europa; non siamo lontani dai punti degli altri anni. Prendere decisioni di pancia per una partita, che lascerà un segno, non è giusto. I ragazzi hanno forato forse alla curva decisiva, ma io penso che loro non volessero.

Non si poteva non dare conto a quello che hanno fatto prima. Tant'è vero che oggi la società, proprio perché la matematica ancora non ci condanna, ha deciso di comunicare alla squadra di andare un giorno prima per la partita di Sassuolo.

Partiamo venerdì. Lo facciamo perché la matematica non ci condanna, finché non lo fa cerchiamo tutti insieme di fare qualcosa".

"Giorni di riposo? Non si stabiliscono all'ultimo momento. Li stabilisce l'allenatore prima. La società, dal momento che fa delle considerazioni dopo qualsiasi cosa succeda, ha considerato quel che hanno fatto i ragazzi prima della partita di Palermo.

Proprietà arrabbiata? No, nessuno è arrabbiato. Teniamo conto che abbiamo fatto 55 punti, non può essere considerata una stagione fallimentare quando hai vinto con Juve e Roma. Ci sono stati momenti brutti, ma bisogna tenere conto di quanto importante ha fatto la squadra, anche se non si è vinto niente".

"Sousa?

Ripeto, non va considerata una stagione fallimentare. E' una stagione che deve tenere conto di quello che non si è fatto e che si poteva fare. Qualche errore è stato fatto: quando perdi col Palermo o con l'Empoli in casa non succede perché ti manca in rosa un difensore o un centrocampista.

Avrà fatto qualche errore. Così come lo avrà fatto la squadra, così come li avremo fatti noi. Non siamo esenti da errori. Però nella valutazione di un allenatore teniamo conto che Sousa, come Montella, come Prandelli, sono allenatori che hanno portato otto volte la Fiorentina in Europa.

Teniamo conto di ciò che Sousa ha fatto complessivamente. Oggi non vogliamo giudicare Sousa per qualche singolo errore ma fare un giudizio complessivo. Alla fine la società tiene conto di tutti gli aspetti. Nel tenere conto di tutti gli aspetti abbiamo considerato che Sousa ha fatto molti punti in due anni.

"Ottavo posto?

Bisogna vedere come ci si arriva: abbiamo forato all'ultima curva. A volte una rovesciata fatta bene ti porta in Champions, a volte un gol mancato ti porta ad essere ottavo. Alti e bassi? Vanno tenuti conto tanti aspetti. Siamo a un punto dall'Inter, squadra data ad inizio stagione per vincere lo scudetto; e a tre punti dal Milan.

Questa Fiorentina va giudicata per tutto quello che ha fatto negli ultimi anni. Eravamo ancora ad un fiato per acciuffare l'Europa, non ci siamo riusciti. Però va fatta un'analisi su quello che questa squadra ha fatto nel complesso.

Abbiamo forato, ma ciò non toglie che i valori in questa squadra ci siano. Futuro allenatore italiano? Il nostro sforzo è di creare una Fiorentina con un allenatore italiano in panchina. Una Fiorentina con una miscela di esperienza e gioventù.

So che stampa e tifo sono concentrati sul futuro, ma noi siamo stati molto concentrati sul presente, ovviamente tenendo conto che c'è un futuro. Allenatori che punto sotto contratto? Sono difficoltà che sto incontrando, però sono qui per superare questi ostacoli.

Bernardeschi si sente la maglia addosso? Credo sempre ad un giocatore quando fa queste dichiarazioni. Federico ha sempre detto di voler stare con noi, e noi da tempo abbiamo fatto una proposta importante. Sono argomenti già detti e ridetti.

Proposta a Berna mia offerta di contratto più importante? Non sono stato fortunato in questo frangente. Ho comprato solo 3 giocatori sopra i 10 milioni (Toni, Gilardino e Vargas). Quando c'è da fare un sacrificio questa società è sempre pronta a farlo, come in questo caso.

Come Babacar e Chiesa, Bernardeschi è una nostra pianticella e le nostre pianticelle che portano frutti li vogliamo trattenere. Certo, vorrei comprare a 20-25 milioni; ma a volte basta avere delle idee per poter fare delle cose importanti".

"Dubbi su Saponara?

Lo conosciamo tutti, e conosciamo le sue qualità. Non c'è nessun dubbio su di lui: quando una ha qualità può essere non all'altezza un anno, ma poi queste qualità vengono fuori. Ci dobbiamo aspettare cambiamenti? Come tutte le cose ci sono momenti giusti per fare delle analisi.

Quando sarà il momento le faremo; oggi siamo ancora concentrati sul presente. Credo ancora nell'Europa? Se non ci credessi che dirigente sarei? Sousa ha detto che non aveva motivazioni? L'ho detto: uno può fare degli errori. Ritorno tifosi allo stadio?

Con questa proprietà siamo stati in Europa otto anni su undici, quindi credo che la Fiorentina sarà sempre una squadra apprezzata, perché vogliamo essere competitivi. Con molta onestà dico che competitivo vuole esserlo anche il Milan, il Napoli, la Roma, l'Inter la Juve, la Lazio.

Siamo sette società che vogliono sempre essere competitive. Noi sappiamo che a Firenze dobbiamo andare oltre le nostre possibilità. Però noi siamo quelli che sogniamo di vincere tutte le partite, quando sogni tu devi essere convinto di far sognare anche gli altri".

"Mancano i soldi?

Ripeto: dobbiamo andare oltre le nostre possibilità, dobbiamo recepirlo tutti. La cosa non bella è che a cinque giornate dalla fine non c'era l'humus per soffrire ancora insieme. Avevo un altro portafogli qualche anno fa? Sono partito da -38 milioni di euro: vuol dire che questa proprietà aveva speso.

Non arrivano per opera dello Spirito Santo. Il problema è quello di dover andare oltre le nostre possibilità, per aiutarci tutti insieme quando qualcosa non va. Pentito di tornare a Firenze? Quando vieni a Firenze sai che la città vive per la Fiorentina.

Quindi, sai la morbosità, l'attaccamento e le emozioni che questa città ti regala. Nel tornare sapevo dove andavo, se sono tornato vuol dire che sento di poter dare ancora qualcosa. Sapevo che era difficile, perché partire da -38 non è facile.

Ma arrivare con 55 punti in campionato, cioè quasi a quel che si è fatto negli anni passati, non mi fa sentire un fallito".

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