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CorSport - Gudmundsson, ultima chiamata. Le ultime sei partite daranno una sentenza sul suo futuro

Il destino del fantasista islandese per la prossima stagione sarà uno dei tanti temi caldi dell'estate in casa Fiorentina

È innegabile, scrive il Corriere dello Sport - Stadio: dopo due stagioni ormai complete siamo ancora qui a chiederci se Albert Gudmundsson può essere a Firenze quello visto con la maglia del Genoa, che convinse Commisso e la Fiorentina a investire quasi trenta milioni tra quota fissa e bonus per strapparlo alla folta e agguerrita concorrenza, oppure se Albert Gudmundsson è più semplicemente quello visto a Firenze dove, tra alti (non tanti) e bassi (molti di più), non ha ancora convinto sempre in relazione alle aspettative. Insomma, è Gud o no Gud?

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DIECI RETI. Domanda tutt’altro che capziosa e priva di interesse, perché se è vero che quest’annata è agli sgoccioli, è altrettanto sicuro che ciò che ne rimane ha il potere di spostare la questione da una parte o dall’altra. Per cominciare, l’attaccante (attaccante? Più centrocampista almeno in maglia viola) ha il compito condiviso con i compagni di aggiungere qualcos’altro per condurre la Fiorentina al porto della salvezza e, nel suo caso, qualcos’altro va letto in termini di gol, assist e giocate ad alto coefficiente tecnico per incidere sull’azione offensiva. A proposito di gol, grazie al rigore segnato giovedì sera contro il Crystal Palace, adesso sono dieci per Gudmundsson, equamente divisi tra campionato e Conference League a farne il miglior marcatore della squadra di Vanoli: e già questo è un elemento significativo da considerare per rispondere alla domanda. Ecco perché le sei partite che restano da giocare possono avere un peso determinante nella scelta del club. Quale? Se ripartire dal numero 10 nell’ampia ristrutturazione dell’organico da compiere nelle prossime settimane.

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FUTURO IN VIOLA? Per qualità, visione di gioco, intuizioni, capacità di creare problemi alle difese con le sue accelerazioni palla al piede, precisione dal dischetto e nelle punizioni ai venti metri, in tutto ciò Gud è sicuramente Gud per averlo dimostrato a Genova e seppur ad intermittenza anche a Firenze. Quindi, non ci sarebbero discussioni di sorta sulla conferma, ma nel conto gioco-forza e giustamente vanno messe pure le cose meno positive, tra le quali ci sono le molte partite anonime o la malcelata sensazione trasmessa più volte di provarci e di non riuscirci: semmai andrebbe rivista la posizione in campo per riavvicinarlo alla porta avversaria e consentirgli così di essere più efficace lì dove serve. Cosa questa di cui terranno sicuramente conto al Viola Park per la decisione che riguarda un calciatore non uguale agli altri e far finta non si può, insieme alle eventuali richieste di mercato e alla volontà del calciatore stesso, per arrivare a definire un pezzo della Fiorentina dell’immediato futuro: con o senza Albert Gudmundsson? Per il tipo di stagione che è stata, e da mandare ancora in archivio nella maniera giusta (l’unica possibile), si tratta di un passaggio sicuramente fondamentale: intanto, vediamo che cosa raccontano queste ultime sei partite di campionato.

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