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CorFio - Comuzzo, sorrisi finali. Annata da montagne russe, ma con Grosso può rilanciarsi

La Fiorentina può e deve ripartire dal centrale classe 2005, chiamato a consacrarsi

Ventuno anni compiuti a febbraio e già tre stagioni vissute nel calcio dei grandi con un bagaglio di esperienze ben più sostanzioso di tanti coetanei, soprattutto nel calcio italiano di oggi. La storia di Pietro Comuzzo, difensore classe 2005, somiglia a un viaggio sulle montagne russe, iniziato nel 2018 con lo sbarco nel settore giovanile della Fiorentina. Così scrive il Corriere Fiorentino.

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ASCESA. Oggi il tassametro delle sue presenze recita 91 gettoni totali, di cui 64 in serie A, un bottino di tutto rispetto se si considera la giovane età e un percorso avviato ad appena 18 anni sotto la guida di Italiano nel 2023-24. Da quel momento l’ascesa del calciatore friulano è stata tanto impetuosa quanto, come è naturale per un giovane, piena di alti e bassi: sotto la gestione Palladino si era materializzato il vero e proprio boom, che aveva convinto persino l’allora ct Spalletti a convocarlo in Nazionale.

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TURBOLENZE. Tuttavia, a farla da padrona in un percorso così precoce, è stata la discontinuità, amplificata da un contesto societario e tecnico instabile: i concetti tattici di quattro allenatori diversi in tre anni si sono intersecati con i corteggiamenti prima del Napoli e poi dell’Al Hilal, il cui forcing fu bloccato proprio per volontà del giocatore (e non del club). A frenarne il percorso, poi, è arrivato un virus debilitante a fine estate 2025, con il giocatore poi ritrovatosi coinvolto con il resto del gruppo nei disastrosi risultati iniziali. Dopo una stagione complicata e con tante panchine, una boccata d’ossigeno rigenerante è arrivata a inizio giugno grazie alle due amichevoli (vinte per 1-0) contro Lussemburgo e Grecia disputate da titolare con la Nazionale del ct ad interim Baldini, test in cui il classe 2005 ha mostrato serenità, condizione e concentrazione.

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IL FUTURO E' SUO. La Fiorentina non può adesso che ripartire da lui, consapevole che il ragazzo deve ancora maturare del tutto e che, anche da un punto di vista economico, la sua valutazione sul mercato deve essere ricostruita. Grosso negli ultimi anni ha dimostrato una spiccata capacità tanto nel valorizzare i difensori centrali — da Gatti al Frosinone fino a Muharemovic e Idzes al Sassuolo — quanto nel costruire chiare identità anche difensive. Per la società viola è giunto il momento di proteggere e dare regolarità a uno dei principali asset tecnici (e anagrafici) a disposizione; per Comuzzo, invece, l’esordio nella Nazionale di Baldini non può che rappresentare l’inizio di una nuova fase.


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