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CorSport: Chiesa non ha mai cambiato la Viola, addio fastidioso ma non doloroso

Non sarà un divorzio in stile Baggio, ma in stile Bernardeschi. Il palo finale sinonimo del 'vorrei ma non posso'

Se questa contro la Samp fosse stata davvero l’ultima partita di Chiesa con la maglia della Fiorentina, i tifosi viola non dovrebbero avere grandi e dolorosi rimpianti, soprattutto se Commisso, mantenendo le promesse estive, investisse i soldi della Juve in uno o due grandi giocatori in grado di far fare il salto di qualità a una Fiorentina che fatica a trovare un’identità.

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Così scrive Il Corriere dello Sport.

STRAPPI. Chiesa ancora una volta ha giocato la sua partita a strappi, sulla fascia destra: fase difensiva, più semplice rispetto a quella di Milano dove si occupò addirittura di Perisic prima di segnare uno splendido gol in contropiede, e fase offensiva, conclusa sempre con il passaggio al compagno più vicino o con il tiro in porta (anzi, sul palo: quanta sfortuna, sarebbe stato il 2-2).

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CAPITANO. Sul braccio la fascia di capitano, per la sesta volta in campionato: ma quella della Lega e non quella di Astori, con i colori di Firenze e i simboli dei quattro quartieri. Sono stati gli ultras a chiedergli (o a consigliargli...) di non indossarla considerando che Federico potrebbe giocare la prossima partita con la maglia della Juve.

Un episodio da non sottovalutare qualora l’affare tra Agnelli e Commisso non andasse in porto da oggi a lunedì sera, quando si chiuderà il mercato: come vivrebbe Chiesa il rapporto con una città che in parte si sentirebbe comunque offesa dal desiderio del suo campione di cambiare aria?

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E, di contro, i tifosi quando dimenticherebbero un tradimento anche se non consumato?

ADDIO FASTIDIOSO. La sensazione è che in qualche modo la Juve riuscirà a chiudere l’operazione spendendo 50 milioni a rate, ma se così non fosse, Chiesa e Firenze dovranno chiarire e convivere almeno fino al prossimo giugno, quando inevitabilmente il valore del giocatore non sarà più lo stesso.

Avendo il contratto in scadenza nel 2022, difficile pensare che ci sia qualcuno disposto a investire cifre del genere, ecco perché Commisso ha tutto l’interesse a risolvere un caso più complicato di quello dello stadio. Da tempo l’attaccante ha fatto capire che il suo desiderio è quello di cambiare aria, di andare a lottare per lo scudetto, a Torino o a Milano: per i fiorentini non sarà un altro divorzio doloroso come quello di Baggio, ma sicuramente fastidioso come quello di Bernardeschi, anche lui conquistato dalla Juve prima di finire nelle retrovie.

VORREI MA NON POSSO. Quel palo colpito con l’ultimo tiro in maglia viola rappresenta più o meno la carriera di Federico a Firenze: vorrei ma non posso. Chiesa non ha mai cambiato la Fiorentina, vedremo se riuscirà a cambiare qualcosa nella Juve, dove dovrà abituarsi anche a non partecipare.

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