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Corriere Fiorentino: la Fiorentina è all'inferno, ora ha due strade o ci resta o rinasce

Il punto del quotidiano sulla situazione in casa viola con la squadra di Prandelli impegnata contro il Sassuolo questa sera

Ci sono momenti, che contano di più. Ci sono partite, che contano di più. Serate nelle quali o si risorge, come squadra, o si cede. "Un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta". La Fiorentina è all’inferno.

Può rimanerci, farsi prendere a schiaffi, oppure aprirsi "la strada verso la luce". Lo scrive il Corriere Fiorentino. Chi ama lo sport, non può non aver ascoltato (almeno) una volta nella vita il discorso di "Ogni maledetta domenica".

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Uno dei passaggi più belli, ed intensi, nella storia del cinema applicato (appunto) allo sport. Certo, Cesare Prandelli non sarà come coach Tony D’Amato (Al Pacino). Ma la partita di stasera col Sassuolo unita a quella di sabato col Verona somiglia (parecchio) a un appuntamento con la vita, o la morte.

Sportiva, s’intende. La Fiorentina, oggi, è in piena lotta per non retrocedere e le prossime due sfide (in casa) pesano un quintale. Servono punti, e servono subito. Il mister lo sa e, presentando la gara di oggi, non si è nascosto.

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Anzi. "Dobbiamo tutti renderci conto della realtà e dobbiamo farlo il prima possibile. È adesso, che si vedono gli uomini. A tutti piacerebbe giocare per altri obiettivi ma adesso la situazione è questa e sarà bene che tutti lo capiscano".

Giocatori in primis. Lotta, cattiveria, vigore, voglia di lottare per ogni singolo centimetro. Questo vuole, Prandelli, ed è sicuro che le risposte arriveranno. Merito anche, dal suo punto di vista, del ritiro ordinato da Rocco Commisso dopo la disfatta di Bergamo.

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"È stata una sua decisione — la spiegazione di Cesare — e noi l’abbiamo condivisa. In questi giorni i giocatori più importanti si sono esposti, hanno dato stimoli forti. E ora questi pensieri vanno portati sul campo".

L’importante, è non pensare che possa essere un singolo, a tirar fuori i viola dalla crisi. Un concetto, questo, sul quale Prandelli insiste fino allo sfinimento

«Non voglio più vedere reazioni di pancia o individuali. Quando si attacca lo si fa insieme, e in rapidità, e quando si difende si difende tutti. Con la giusta paura, non quella che ti fa essere timido, o succube». Resta da capire se, stavolta, i giocatori avranno recepito il messaggio.

«Sì», ha assicurato il mister.

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