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Corriere Fiorentino: che ruolo ha Ribery? Ha cambiato più volte posizione in campo, risultando però decisivo in poche volte

Il francese cerca ancora il suo ruolo in campo anche se certamente gli allenatori non lo hanno aiutato

Per Franck Ribéry la trasferta di Parma non evoca bei ricordi, né in campo né fuori, ma quella di domani è una gara così importante che il francese farà di tutto per dimenticare la sua ultima volta al Tardini. Qualche mese fa Ribéry fu costretto a uscire per un brutto colpo rimediato da Kurtic sulla caviglia operata.

Oggi che anche il suo linguaggio del corpo in partita è il simbolo delle difficoltà della Fiorentina, che continua ad aggrapparsi al suo uomo simbolo. Scrive il Corriere Fiorentino. L’apporto fin qui garantito dal francese non è stato così determinante come si sperava.

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O almeno non è bastato a cambiare le sorti di una Fiorentina che nel giro di un anno e mezzo ha già dovuto esonerare un tecnico ed è a un passo a cambiarne un secondo. Prima in coppia con Chiesa poi con i tre attaccanti che Iachini ha sempre ruotato dal suo arrivo a Firenze, il tutto con alterne fortune.

Certo, a complicare il cammino nei primi mesi sono arrivate le tre giornate di squalifica per lo spintone a un guardalinee dopo Fiorentina-Lazio e l’infortunio con il Lecce, poco prima dell’esonero di Montella. Dalla ripresa del campionato a oggi, in tutto 14 partite, il francese ha trovato la via del gol soltanto una volta, a Roma contro la Lazio nella passata stagione, sfornando 3 assist di cui gli ultimi 2 in questa stagione.

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In generale l’incidenza di Ribéry sulle vittorie dei viola non è stata quella che in molti si aspettavano. Delle 48 gare complessive giocate dal suo arrivo dal Bayern Monaco, tra campionato e Coppa Italia, Ribéry ne ha disputate poco più della metà, 26.

Con 8 vittorie, 8 pareggi e 10 sconfitte. Mentre nelle 22 occasioni in cui è mancato la Fiorentina ha vinto 9 volte, perso altrettanto e pareggiato in 4 occasioni. In pratica con il francese in campo la percentuale di vittorie è di poco superiore al 30%, senza di quasi il 41% anche se diminuiscono i pareggi.

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Numeri a parte domani a Parma servirà il miglior Ribéry, magari anche nel ruolo di esterno, perché la versione ammirata a San Siro soltanto un mese fa rischia di finire offuscata dalla tristezza che il francese ha manifestato più volte nelle ultime gare.

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