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Confusi e infelici: Prandelli si è ritrovato una squadra delusa dal mancato rilancio

Il quotidiano fiorentino scrive della situazione della squadra viola che vive un periodo delicato ormai da molti mesi

Quando Rocco Commisso è sbarcato a Firenze per la prima volta ha fissato due priorità: riportare la Fiorentina in pianta stabile in Europa e renderla un punto di arrivo e non di passaggio per i giocatori. Un anno e mezzo dopo, le ambizioni stentano a tradursi in risultati.

Fa un certo effetto vedere la settima squadra come monte ingaggi della serie A e poi annaspare ad appena due punti dalla zona retrocessione. E nello spogliatoio viola, oltre che la paura, cresce anche la confusione e l’insoddisfazione per quello che è successo negli ultimi mesi.

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Lo scrive il Corriere Fiorentino. Quando la nuova gestione si è insediata, l’ottimismo in città era contagioso. Ricordate Ribéry? Al campo si presentava sempre per primo e durante le sedute era un «martello», stimolava i compagni a dare di più e a curare i dettagli.

Dopo la prima sconfitta con il Genoa, alle quattro del mattino, andò al centro sportivo per allenarsi da solo e sfogarsi. La società gli aveva chiesto di aiutare il club a crescere, di divertirsi e di diventare il modello per i più giovani.

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Con il tempo però i risultati altalenanti e le promesse di crescita non realizzate hanno aperto le prime crepe. Ribéry non ha smesso di fare il professionista. Ma oggi ha un profilo molto più basso rispetto a qualche mese fa.

A onor del vero, va detto che sta soffrendo molto la lontananza della famiglia, che dopo il furto nella sua villa di Bagno a Ripoli ha deciso di rimanere in Germania. Per tornare agli umori dello spogliatoio, l’esonero di Montella e l’arrivo di Iachini a inizio 2020 ha aiutato il gruppo a uscire dalle zone paludose della classifica.

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Ma proprio quel risultato è stato l’inizio della fine.

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