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Commisso: "Vorrei essere a Firenze con i miei ragazzi, ma non mi fanno partire. Adesso nostro dovere aiutare medici ed ospedali. Abbiamo 8-10 casi di Coronavirus"

Il Presidente della Fiorentina parla da New York, dove la situazione ancora non è grave, ma si stanno cominciando a prendere provvedimenti

Queste le parole di Rocco Commisso a Sky Sport 24: "Bisogna stare attenti a questa disgraziata malattia, l'unica cosa che possiamo fare è aiutare chi è in prima linea. Per noi è un dovere aiutare chi lavora negli ospedali. Abbiamo 3 elementi dello staff in ospedale ed altri contagiati a casa, per un totale di 8-10 casi.

In 24 ore stiamo raccogliendo circa 420.000 euro. Voglio ringraziare Franck Ribery per la donazione, entrambi a Firenze ci sentiamo a casa per come siamo stati accolti. Il nostro dovere è quello di aiutare il paese. La situazione in America non è grave come in Italia, ma io da cinque giorni sono chiuso in casa con mia moglie e mia figlia: stiamo facendo lavorare tutti da casa.

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Mio figlio Giuseppe e Joe Barone sono chiusi in albergo, voglio raccomandare a tutti di stare a casa, almeno eliminiamo questa malattia". Sulla squadra: "Ho parlato con Iachini, Pradè, Barone, con i miei ragazzi che hanno preso il virus e con tutti i giocatori.

Mando un abbraccio a tutti, io sono molto orgoglioso di quello che stanno facendo a Firenze. Lo sanno che io sono vicino a loro, se fosse stato per me io sarei già a Firenze per stare vicino alla squadra, ma purtroppo non mi fanno partire".

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