Commisso: "Non possiamo andare in Champions. Pessina non deve dirmi cosa fare"
Il presidente della Fiorentina ha parlato a proposito del tema stadio e non solo
Il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso è intervenuto a Radio Bruno: "Cerco sempre di informarmi su tutto quello che succede sulla Fiorentina. Leggo tutto e capisco tutto, specie quando ci sono commenti brutti, di critica".
SULL'OBIETTIVO DELLA FIORENTINA: "Nel primo anno di presidenza pochissimi hanno fatto quanto ho fatto io. Siamo arrivati decimi nonostante una pessima prima parte di stagione. I fiorentini devono capire che Rocco non fa promesse che non può mantenere.
Sicuramente sarebbe bello vincere ma io non posso perdere soldi come in questa stagione, menomale c'è Mediacom. Ci saranno perdite importanti in due anni, senza contare il calciomercato. Ad oggi non possiamo arrivare in Europa, Champions League, il fair play finanziario non ce lo consente.
Io voglio fare il meglio possibile nei parametri della Fiorentina. Con Iachini tutta la stagione saremmo arrivati a 58/59 punti più 3/4 punti tolti dagli arbitri. Saremmo arrivati in zona Europa".
A proposito delle infrastrutture il presidente della Fiorentina ha aggiunto
SULLO STADIO: "Oltre ai risultati della squadra lo stadio di proprietà ci aiuterà ad aumentare i ricavi. Guardate la Juventus e altri tanti club che possono contare su uno stadio. Ci sono squadre che fanno mediamente 75 milioni di euro, noi siamo fermi a 6.
Io sono stato a Torino, è bellissimo. Non c'è solo l'importanza di dare ai tifosi uno stadio al passo coi tempi ma nello stadio c'è pure business e questo è importante. Se non si capisce questo non si capisce niente del calcio di oggi".
SULLE PAROLE DI PESSINA: "Mi dispiace molto che Pessina abbia detto queste parole. Non ci volevano. Ha una competenza e una esperienza nel campo suo. Ma non doveva dire a me come spendere i soldi. Quanti milioni ho già speso per soddisfare le richieste della Soprintendenza?
Ci hanno detto che non potevamo fare una certa ristrutturazione sul Franchi e allora io ho detto: grazie e arrivederci. SUL CENTRO SPORTIVO: "Sul centro sportivo abbiamo prima interpellato Pessina che ci ha detto che potevamo andare avanti con il progetto che avevamo in mente.
Dopo che abbiamo comprato i terreni abbiamo capito che ci potevano essere dei problemi. Casamonti ha fatto degli edifici che vanno sottoterra che costano molto più solo per accontentare la Soprintendenza. Poi abbiamo scavato e abbiamo individuato delle tombe che conserveremo.
Questi tempi dovevano essere risolti ad aprile, poi c'è stato il covid. Il tutto è slittato a luglio. Dopo l'incontro Pessina ha parlato dicendo che non ci sono problemi e che i lavori possono cominciare a settembre. Sapendo che Pessina è un uomo di parola spero che non succeda niente.
I costi si stanno incrementando e se i tempi non saranno giusti io non farò il centro sportivo. Bagno a Ripoli, la Città Metropolitana, e la Regione ci hanno dato l'ok per procedere. Non accetterò più che mi si dica cosa fare perché abbiamo speso tanti soldi.
Voglio mantenere la promessa. Se non si fa il centro sportivo mai mi metterò a provare a fare lo stadio. Non capisco cosa sto facendo di male. Io voglio investire e portare soldi in Italia e a Firenze. L'Italia ha grandi problemi a livello infrastrutturale, perché non mi fanno fare niente?
". SUGLI EMENDAMENTI PER IL FRANCHI: "Per quello che ho visto anche negli anni tra Della Valle e Pallotta ribadisco che la politica italiana non ha credibilità. Non è la mia opinione, è la verità. Si devono mettere i moto, come stanno facendo ora, per rendere il calcio italiano più competitivo.
Io sono venuto a Firenze perché è una bella città e i miei investimenti devono essere belli. Non capisco perché l'Italia deve essere dietro a Inghilterra, Francia, Germania e Spagna a livello di calcio. Si vuole mantenere la bellezza di uno stadio Franchi che i nostri tifosi non vogliono neanche più".
SULLO STADIO A CAMPI BISENZIO: "Abbiamo due alternative: o fare lo stadio a Campi Bisenzio, o farlo a Campo di Marte. Oppure portare la Fiorentina in un'altra città come si fa in America, ma questo non lo farò. Ai politici dico di lasciar investire chi come me vuole portare soldi in Italia.
Non capisco perché la Soprintendenza debba interessarsi di uno stadio dove la gente deve andare a vedere, comodamente, una bella partita di calcio. Quando ho parlato della copertura del Franchi Pessina mi ha detto: bella idea perché così si copre il cemento.
Capito? Loro non pensano neanche ai tifosi".
Su temi più di campo, tra la conferma del direttore sportivo e del tecnico sulla panchina viola
SU PRADE': "Sono contento di lui e ha fatto un buon lavoro. Quindi andiamo avanti con lui". SU IACHINI: "Prima di tutto c'è la meritocrazia. Poi io pago Montella e Iachini. Se lo avessi mandato via avrei avuto un altro contratto di due o tre anni.
Quindi ho chiesto ai miei dirigenti chi mi avrebbe assicurato che il tecnico nuovo sarebbe andato bene. Sono molto contento di Iachini. Deve fare bene e lui ha tutta la mia fiducia. Ho un buon rapporto con Iachini. Ci sentiamo almeno una volta a settimana.
Non gli dico che formazione deve fare, questo assolutamente no". SU AMRABAT: "L'ho visto in televisione. E' stato l'unico giocatore che ho chiesto a Pradè di prendere. Ora speriamo che vada bene. Per gli altri ho sempre lasciato la responsabilità a Pradè e Barone".
Infine Commisso torna a parlare di questioni extra campo e del futuro che si immagina per la Fiorentina
SULLE CRITICHE: "Io non vedo questo in America. Qui nessuno viene a criticarmi per quello che faccio con la Mediacom. Il nostro risultato di ieri ha avuto più eco in Italia che negli Stati Uniti. Io forse nel calcio me la prendo troppo.
Noi non abbiamo i ricavi della Juventus, non possiamo prendere i giocatori che prendono loro". SUGLI OBIETTIVI: "Non son venuto in Italia a guardare, anche io ho i miei obiettivi. Ma non farò mai promesse che non potrò mantenere.
Se uno vuole credibilità non può fare promesse che poi non mantiene".



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