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Commisso non parla e prende tempo. Ma una scossa deve arrivare

Il presidente viola non ha parlato dopo Roma e dopo Parma, lasciando aperto ogni discorso per il futuro di Iachini. La terza conferma stenta ad arrivare

Ancora un po’ di tempo, meglio decidere a mente fredda. È questa la linea di pensiero di Rocco Commisso, che dopo il pareggio col Parma ha sentito la dirigenza e poi si è preso qualche ora in più prima di dare una risposta dagli Stati Uniti.

La squadra tornerà ad allenarsi domani al centro sportivo Davide Astori. Con l’Asl della Toscana che ha bloccato la partenza dei nazionali, ci sarà modo anche di compattare il gruppo e lavorare con più calma al concetto di spirito collettivo.

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Così scrive La Repubblica. NAZIONALI. Una delle giustificazioni che Iachini, nelle ultime settimane, ha dato alla mancanza di risultati e brillantezza dei suoi, è stata il non aver potuto lavorare con tutto il gruppo proprio perché durante le soste molti dei suoi giocatori sono partiti per rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali.

Si potrebbe discutere sul fatto che questo accada più o meno a tutte le squadre del campionato e che la Fiorentina si trova ampiamente nella parte destra della classifica con 8 punti dopo sette giornate proprio come lo Spezia forse anche per altri motivi più consistenti.

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Come la mancanza di un gioco, di una identità, di fantasia e di creatività in fase offensiva. CONFERMA O NO? Tutti dubbi sui quali sta riflettendo Commisso dagli Stati Uniti. La risposta dei giocatori sul campo di Parma non può soddisfare il presidente.

La Fiorentina è chiamata a fare di più, molto di più. Commisso ha un ottimo rapporto con Iachini, l’ha confermato a sorpresa in estate e poi anche a inizio di questa stagione. La terza conferma, quella attuale, stenta ad arrivare.

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Il silenzio del presidente è emblematico: un silenzio che dura fin prima della gara contro la Roma, quando ha deciso di tornare negli States senza rilasciare ulteriori dichiarazioni e lasciando dunque aperto qualsiasi scenario intorno al futuro del tecnico viola.

Ma ora una scossa dovrà pur arrivare, perché il rischio è di ritrovarsi immersi in un’altra stagione di transizione. Perdendo anche gli ultimi effetti di quell’entusiasmo iniziale: la spinta propulsiva della nuova proprietà.

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