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Commisso, la notte al telefono con Barone e lo sfogo: "Serve il Var a chiamata"

Il presidente viola dagli Stati Uniti difende la Fiorentina e continua la battaglia per un utilizzo più concreto della tecnologia

Una notte al telefono con il suo braccio destro Joe Barone. Per riesaminare la partita dell’Olimpico. Per valutare, con un minimo in più di freddezza, gli episodi contestati. Rocco Commisso è stanco di essere lontano dalla sua creatura.

Ma anche dal suo studio nel New Jersey può difenderla, scrive La Gazzetta dello Sport. Così ieri mattina ha affidato il suo pensiero al canale ufficiale della società (QUI LE SUE PAROLE). COME CON LA JUVE. Rocco aveva già chiesto più o meno le stesse cose, nel febbraio scorso, al termine di un infuocato Juve-Fiorentina.

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Con due rigori trasformati da Cristiano Ronaldo. Allora il suo sfogo era stato letto, più che altro, come un duro attacco al potere della Juve. Ma non era così. Anche in quella circostanza Commisso era soprattutto stupito dalla discrezionalità con la quale veniva usato il mezzo tecnologico.

Stavolta ha voluto curare con attenzione ogni parola del suo intervento. Nessun riferimento alla Lazio, al discutibile rigore concesso a Caicedo, al rigore che poteva esserci a favore di Ribery. Proprio per evitare che la sua critica diventi un attacco al rivale di turno.

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Rocco chiede che sia concesso a ogni “panchina” di richiamare il direttore di gara davanti al video. E vorrebbe anche che tutti gli episodi dubbi fossero oggetto di una valutazione supplementare. IN LEGA. Concetti che il direttore generale Joe Barone porterà nella prossima riunione di Lega nel tentativo che questa non diventi solo la battaglia della Fiorentina ma di tutti i club.

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«Continuerò a essere la prima persona che si batterà per il rispetto della Fiorentina e del popolo viola e per il calcio italiano in generale», dice Rocco.

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