Commisso e i giocatori: ambizioni da tradurre in campo. Chiesa, le due condizioni e un dubbio: chi spenderà 60-70 milioni?
Rocco e la voglia di Europa: tra 'mea culpa' e volontà di migliorare. Anche il gruppo ci crede, ma serviranno risposte sul campo
"La Fiorentina sia un punto di arrivo, non di partenza". "Voglio riportare la Fiorentina tra le prime 7 dal prossimo anno". Rocco Commisso non vede l'ora di tornare a Firenze e lo ripete spesso: la prossima sarà una Viola che dovrà puntare all'Europa.
Dopo il primo anno di 'transizione', con qualche scottatura di troppo e l'emergenza Coronavirus che per ora ha interrotto una stagione sotto le aspettative, c'è voglia di ripartire alla grande. "Ho speso 300 milioni, e voglio investire ancora", aggiunge spesso il presidente viola.
Il mercato di gennaio volto al futuro, le 'battaglie' per tenere i big come Chiesa, Castrovilli, Milenkovic e non solo. E le mosse in prima linea per cambiare il mondo del calcio e la burocrazia italiana sul fronte infrastrutture sportive: Rocco ha intenzioni serie.
AMBIZIONI. Intenzioni che non vede l'ora di produrre sul campo. "Con la mano destra lavoro per le infrastrutture, con la sinistra lavoro per creare una squadra importante", altro diktat. A partire dal mercato: Amrabat preso a gennaio ("farà parte del super centrocampo che mi aspetto di vedere"), vecchi 'pallini' tornati nel mirino (Nainggolan, De Paul e Malinovskyi), giovani da far crescere (Vlahovic, Cutrone, Kouame e gli altri) con l'innesto di giocatori importanti.
Certo, sarà un mercato diverso e con meno soldi per tutti, per questo servirà soprattutto avere le idee giuste:"Con la crisi economica ci saranno grandi perdite per tutti. Io posso andare avanti, perché dietro di me c’è una grande azienda come Mediacom che fattura tanto e va bene.
Ma non tutti sono nella mia situazione. Altri club non potranno andare avanti senza aiuti dal sistema calcio, o dal Governo", altro concetto espresso dal numero uno viola. Errori da non ripetere ("Non tutte le decisioni sono state giuste.
Se avessi avuto più esperienza non avrei fatto tutte le scelte. Ma io guardo avanti non indietro") e scelte da fare nel prossimo futuro. Su Iachini, ad esempio. Ma non solo. DUE CONDIZIONI. In una delle ultime 'uscite' in ordine temporale, Commisso ha posto le condizioni anche per la questione Chiesa:"L’ho trattato come un figlio, sono uno che coccola i calciatori.
E non vendo i migliori che ho per prendere giocatori che non conosco. Due sono le condizioni per farlo andare via: la prima è che Federico me lo chieda e a oggi non l’ha fatto. La seconda, che l’offerta sia in linea con la valutazione che la società gli attribuisce.
Potrei accontentarlo solo se le due cose si verificassero, ma, come ho spiegato, Chiesa non ha mai detto a me, né a Joe, né a Pradé, che se ne vuole andare". Parole chiare, ancora più precise rispetto a quanto ripetuto anche recentemente.
L'aria però è cambiata da gennaio, le parti trattano un rinnovo che sarà all'ordine del giorno una volta usciti dall'emergenza Coronavirus. Anche se da Torino un paio di giorni fa parlavano di accordo tra la Juve ed Enrico Chiesa, la realtà è che i rapporti tra Barone, Commisso e il padre-procuratore di Federico sono molto più saldi rispetto a qualche mese fa.
Patti chiari e feeling: poco spazio ad 'intrighi'. UN DUBBIO. Tornando alle 'condizioni', semplici, poste da Rocco, viene anche un dubbio: chi sarà disposto a spendere 60-70 milioni per prendere Chiesa nel prossimo mercato? Un mercato che, come stanno confermando addetti ai lavori e proiezioni economiche, sarà molto al ribasso per le spese per cartellini e ingaggi.
Con le società che avranno grossi problemi a chiudere l'attuale bilancio senza grandi perdite, 'spostando' poi al prossimo diverse spese, con entrate sicuramente minori. E Chiesa, fino a gennaio, nell'anno che doveva portare ad una sua consacrazione, non ha del tutto dimostrato di poter essere un reale top player tra prestazioni e gol.
"Il rinnovo è importante per noi e per lui", parola di Commisso. Un contratto che parlava di cifre raddoppiate rispetto alle attuali, vicine ai 4 milioni annui: mica pochi. Per di più con un ruolo centrale all'orizzonte, in una Fiorentina ambiziosa, nell'anno che porterà all'Europeo che è slittato.
Bernardeschi, proprio a Torino, 'insegna' che il salto non è sempre semplice. DALLE PAROLE AI FATTI. Insomma, Commisso manterrà la promessa fatta a suo tempo a Chiesa, ma proverà ancora a convincerlo per metterlo al centro della sua, prossima, ambiziosa Fiorentina.
Ambizioni generali che Rocco sta trasmettendo proprio ai giocatori. "Firenze merita il palcoscenico europeo, speriamo di riconquistarlo presto", ha detto capitan Pezzella. "Vedo un futuro veramente molto roseo. La Fiorentina l'anno prossimo lotterà per l'Europa", ha fatto eco Benassi.
"Manca poco per puntare all'Europa. Con qualche piccolo innesto possiamo toglierci grandi soddisfazioni“, ha chiosato Pulgar. E concetti simili sono stati ripetuti anche da Duncan, Cutrone e Vlahovic negli ultimi giorni. Insomma: tutti sono determinati a mettersi alle spalle virus e prestazioni altalenanti della prima parte di stagione, per guardare con ottimismo al futuro.
Buone intenzioni che poi andranno tradotte sul campo. In primis proprio dai diretti interessati. Perché, come ammise anche il ds Pradè a fine novembre, il gruppo aveva la certezza di essere "fortemente competitivo" già quest'anno, prima di essere invece risucchiato al limite della zona retrocessione.
Ma alle parole dovranno poi corrispondere i fatti.



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