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Commisso e il 'distruggere': "Interpretato male, meglio 'rifare'. E sulla Mercafir..."

Il presidente della Fiorentina torna sul termine che tanto ha fatto discutere a Firenze. Poi si sofferma sulla vecchia idea...

Nella sua intervista al Corriere Fiorentino, Rocco Commisso parla di stadio e del termine 'distruggere' (riferito al Franchi) che tanto ha fatto discutere: «Io il 6 giugno ho messo sul tavolo le opzioni. Prima c’è stata quella cosa, non saprei come definirla, o forse sì, lo saprei, della Mercafir.

Io non ero molto intelligente allora, non capivo tutto. Tutto sembrava così vago. Quando però abbiamo preso il terreno per il centro sportivo, allora la situazione del Franchi è cambiata, perché a quel punto si poteva lavorare sul commerciale dove ora ci sono i campini.

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E a quel punto mi hanno portato alla Mercafir. E si è passati da 6 milioni a 22, a 50, prima ancora di cominciare a fare lo stadio. E ho capito che ancora non avevano fatto nulla per spostare la Mercafir: aspettavano i soldi di Rocco per spostarla.

Quindi: se avete i soldi, fate lo stadio come volete voi e io vi dico se rimango lì. Ma se i soldi sono miei, allora voglio il controllo di ciò che faccio». 'DISTRUGGERE'. Forse non è stato un termine azzeccatissimo. «Forse, io l’italiano non lo parlo bene, ma che verbo vogliamo usare?

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Distruggere per ricostruire. L’avete interpretato come se volessi distruggere la storia. Io parlavo di un edificio. Come è stato distrutto Wembley, come è stato distrutto lo Yankee Stadium». Resta un termine forte... «Per voi, non per me.

Però se preferite, userò il termine demolire. Anzi, meglio: rifare. Ecco, rifarò il Franchi». DA SALVARE. La tribuna senza piloni del Franchi, la scale elicoidali, la torre Maratona... Che fa, presidente, le salva o le abbatte?

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«Della tribuna non ho mai parlato. Le scale e la torre si possono, anzi si devono, replicare. È tutto il resto che va rimodernato. Ci sono problemi igienici, problemi sismici, problemi di sicurezza»

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