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Commisso e Agnelli si erano anche abbracciati... E sabato arriva l'Atalanta di Gasperini

Un fiume in piena il presidente viola, furioso per l'arbitraggio contro la Juventus. Rabbia a fine gara, da trasformare in energia positiva per tutti.

«Sono disgustato», tuona Rocco appena dopo il 90’. Un fiume in piena, il presidente. E giù siluri. Non ha dubbi, Commisso. «La partita oggi è stata decisa da Pasqua. È stato uno schifo di arbitraggio. Tra l’altro Bentancur doveva essere ammonito per simulazione e quindi espulso».

Uno sfogo che nasce da lontano e, ovviamente, nella testa del presidente viola non c’è la convinzione che i successi bianconeri nascano da episodi del genere. Tanto è vero che, in passato, ha più volte indicato il club di Agnelli come un modello, e non solo per lo stadio. Si erano pure abbracciati, i due presidenti.

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È successo prima della partita ma, qualche ora più tardi, di quel saluto non resta praticamente niente. Così scrive il Corriere Fiorentino. ORA GASP. Al contrario. Passa Pavel Nedved, e ironizza. «Dobbiamo prenderci un bel tè.

Capisco che si possa essere su di giri ma certe dichiarazioni non si fanno. Così si allontana la gente». E Rocco? «Se lo prenda lui, il tè. Nedved chiuda la bocca, io non parlo con lui. Semmai parlo col suo presidente». Sono le ultime parole di un pomeriggio bollente.

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Resta la rabbia, ma sarà bene trasformarla in energia positiva. Anche perché, sullo sfondo, c’è l’Atalanta. Soprattutto, c’è Gasperini. Non proprio l’avversario migliore per ritrovare la serenità.

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