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Commisso conferma: niente soldi. Per migliorare la rosa si deve cedere. Si 'contava' su Chiesa, che se resta diventa un dubbio tattico

Commisso conferma le parole di Pradè. La rosa è buona ma per migliorarla bisogna cedere. E i viola contavano sulla cessione di Chiesa, che non è più scontata

L'uragano Commisso è tornato in città. E la notizia vera che ci ha fornito è che non sarà una breve visita come spesso eravamo abituati. Rocco rimarrà a Firenze "per qualche mese", concentrando dunque tutta la sua attenzione sulla gestione della Fiorentina.

Questa non può che essere una buona notizia, viste le tante questioni spinose alle quali dovrà far fronte. Dal nodo infrastrutture al calciomercato, fino ai rinnovi di contratto di giocatori (Chiesa, Milenkovic e Pezzella) che tra un anno arriveranno a 12 mesi dalla scadenza.

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NIENTE SOLDI? Inevitabile che le dichiarazioni di Commisso che più hanno fatto storcere il naso ai tifosi siano quelle relative al mercato. Il patron gigliato in pratica si è allineato con la linea dettata dal ds Pradè qualche giorno addietro in conferenza stampa, confermando di essere vigili nel caso in cui ci siano opportunità ma aggiungendo una frase che non lascia tanto spazio all'immaginazione: "Non vi aspettate che qui si spendano soldi, perché il sistema è cambiato".

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L'ipotesi che sia una mossa strategica non è tramontata del tutto, perché le dichiarazioni dell'anno scorso di Commisso ("i soldi non sono un problema") ebbero come conseguenza l'innalzamento dei prezzi da parte delle società quando alla porta si presentavano i viola.

Tuttavia, nonostante sia un'ipotesi plausibile, pare francamente difficile crederci. Questo perché non è la prima volta che Commisso ribadisce che durante questa sessione non avrebbe fatto spese folli. Il che fin qui si è tradotto due soli acquisti (ad esclusione di Amrabat), peraltro a parametro zero, ovvero l'ottimo Bonaventura e il figliol prodigo Borja Valero.

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LA ROSA ATTUALE. In effetti, a livello numerico la rosa attuale è pronta e competitiva per affrontare la prossima stagione. La squadra è più forte dello scorso anno, perché gli innesti di Amrabat, Bonaventura e Borja Valero a centrocampo trasformano il reparto più carente della passata stagione in una delle mediane più intriganti della Serie A (Torreira sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma il suo arrivo appare sempre più lontano).

La difesa è rimasta pressoché la stessa e garantisce affidabilità: Biraghi per Dalbert non sposta di molto i valori, ma serve una riserva del terzino classe 1991 (a meno che non si consideri Chiesa un esterno di centrocampo e Lirola scali definitivamente a sinistra) e un altro centrale di difesa per completare la rosa.

L'attacco è il nodo più spinoso. A livello numerico di attaccanti ce ne sono forse anche troppi, ma appare comunque il reparto più migliorabile. Ci si domanda se gli acquisti fatti in precedenza (Cutrone su tutti) possano reggere a suon di gol il peso di quanto sono stati pagati.

Kouame, Cutrone e Vlahovic garantiscono 30-35 gol alla squadra? Siamo nel campo delle ipotesi, perché l'attacco è giovane e assai imprevedibile. Ecco perché la Fiorentina durante questo mercato era alla ricerca di una punta. Tuttavia, dato che gli attuali attaccanti non sono certo dei cattivi giocatori, per migliorarsi servirebbe investire su un profilo di alto livello.

Ecco perché, stando alla logica delle parole di Commisso e Pradè, solo con la cessione di Chiesa potrebbe arrivare un centravanti che migliori la rosa attuale. A meno che non si presenti negli ultimi giorni di mercato una grandissima occasione, un prestito di una punta di prima fascia finita ai margini della propria squadra.

Ma anche qui siamo sul campo delle ipotesi, e nemmeno troppo facilmente realizzabili. IL CASO CHIESA. In una situazione in cui non si vuole e non si può comprare senza vendere, il mercato della Fiorentina appare fermo anche per la questione cessioni.

Esuberi dallo stipendio importante come Boateng e Saponara non sono ancora stati piazzati. Ma soprattutto sembra palese che i viola, nei piani per la Fiorentina 2020-21, credevano di non avere più a disposizione Federico Chiesa.

Appare palese anche per una questione squisitamente tattica. Nel 3-5-2 Chiesa ha mostrato difficoltà di adattamento (ad oggi è un'ala nel 4-3-3), perché non prende più di buon grado il ruolo di esterno a tutta fascia lasciando buchi pericolosissimi in fase difensiva.

Inoltre, nel suo percorso da seconda punta, durante la passata stagione Federico ha mostrato diverse lacune. Infine, il reparto attaccanti della Fiorentina è al limite del congestionamento e i posti sono solo due. Nei piani di Iachini, una maglia va all'attaccante di turno e l'altra va ovviamente a Ribery.

Chiesa rischia dunque di trovare spazio solo da esterno, giocando da attaccante solo quando Ribery dovrà rifiatare. Questo quadro tattico indica quanto i viola contassero sulla cessione del figlio d'arte, e soprattutto sui milioni che ne sarebbero scaturiti.

Ma di offerte congrue non ne arrivano, anche se le pretese si sono leggermente abbassate. E allora eccoci nella situazione di stallo. La Fiorentina non vuole vendere Milenkovic (che invece di mercato ne avrebbe eccome), ma Chiesa al momento sembra non essere più appetito dai top club italiani.

L'unica squadra che pare ancora interessata è il Milan, con il quale però i rapporti potrebbero incrinarsi non di poco vista la vicenda Rebic. Ma senza i soldi di Chiesa il mercato della Fiorentina non sembra poter decollare.

Insomma, non è una situazione semplice. Soprattutto se aggiungiamo all'intricato quadro i due anni dalla scadenza del contratto, che complicano ancor di più la questione. In tutto ciò, ormai è chiaro che la dirigenza voglia vedere questo gruppo all'opera.

Ecco che sabato arriva il Torino e la Fiorentina, pur con assenze pesanti a centrocampo, parte leggermente favorita nella prima assoluta della Serie A 2020-2021. Ma il campo è l'unico giudice che conti e tra tre giorni si torna a fare sul serio.

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