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Commisso-Chiesa, a voi due. Si avvicina il momento della verità

Il presidente viola torna a parlare in maniera molto chiara, anche se rimane un margine di dubbio legato a possibili accordi precedenti

Parla ancora Rocco Commisso, questa volta all’emittente americana SiriusXM FC157, per ribadire fra l’altro che Chiesa il prossimo anno giocherà nella Fiorentina, con l’aggiunta di un «a meno che», scrive La Nazione in edicola questa mattina.

Lunga intervista panoramica e questa volta a proposito di Chiesa il neo proprietario ha abbassato la percentuale degli imprevisti («Sono stato rassicurato dai vecchi proprietari») e smorzato di conseguenza la quota di dietrologia.

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Eppure questa certezza solida e non completa al 100 per cento _ a meno che... _ sembra fare riferimento a elementi contrattuali non noti alla proprietà americana, ostacoli evidentemente temuti per impegni presi da altri. Una clausola nel contratto improvvisamente estraibile per sbarcare in un top club?

Una promessa scritta? Un patto interno sfuggito perfino ai Della Valle? Poco prima di cedere la società, proprio loro pubblicarono un comunicato per ribadire la conferma di Federico, «ancora legato da un lungo contratto alla Fiorentina»: la mossa sorprese, ma sembrò un modo per costringere Commisso alla responsabilità di trattenere il campione.

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Cosa continua a preoccupare dunque Commisso? Cosa ci può essere di sconosciuto, dal punto di vista contrattuale? Anche perché eventuali accordi presi con dirigenti legati all’altra proprietà non avrebbero valore. In ogni caso ora è arrivato il momento di incontrare Federico Chiesa (legato ai viola fino al 2022), che è rappresentato dal padre Enrico: l’occasione potrà essere negli Stati Uniti, dove Federico arriverà il 16 insieme a Pezzella e Milenkovic, in modo da chiarire una volta per tutte la situazione.

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«Chiesa non sarà il mio Baggio», ha ripetuto fino allo sfinimento Commisso, e ora si sta avvicinando il momento della verità. (...)

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