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Commisso carica la Fiorentina: chiede compattezza e attaccamento alla maglia

Il presidente della Fiorentina ha parlato a distanza alla squadra alla vigilia della delicata gara contro l'Udinese

Nella “bolla” Rocco Commisso c’è entrato….in streaming. Nella palestra del centro sportivo Astori c’erano tutti: da Borja Valero, benché ancora indisponibile per problemi fisici, a Josè Maria Callejon, fino allo staff, tecnico e sanitario.

C’era Giancarlo Antognoni, il club manager e pure i magazzinieri. Riuniti per il saluto del presidente che ha voluto spronare la sua Fiorentina. Non potendo farlo personalmente a causa dell’isolamento fiduciario del gruppo squadra, il patron ha sfruttato i vantaggi di una video-chiamata.

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Si è prima sincerato delle condizioni di salute di tutti per poi soffermarsi sull’attualità del momento. Ha pure strappato qualche sorriso, perché oggi, con la moglie Catherine, ha rivelato, festeggerà i 45 anni di matrimonio e coi suoi giocatori è stato chiaro: "Ci aspettiamo un bellissimo regalo".

Lo scrive il Corriere dello Sport-Stadio. IL VALORE. Ha coinvolto ciascuno dei suoi calciatori. Singoli e collettivo potranno mostrare davvero l’effettivo valore. Perché il presidente non ha mai nascosto la fiducia incondizionata nei riguardi della rosa.

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Questa è una buona squadra, ha detto, più forte rispetto allo scorso anno. Ma per tornare nella parte sinistra della classifica, lì dove Commisso intende stare stabilmente, serve uno strappo deciso. Ha ricordato ai giocatori di oggi quello che, in passato, da capitano del team della Columbia University, ripeteva ai suoi compagni di gioco, ovvero l’importanza del gruppo e del saper giocare.

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L’uno per l’altro. AL FIANCO. Dirigenza e proprietà, insomma, restano al fianco della Fiorentina, così come tutta la famiglia viola che conta tantissimi tifosi in Italia ed anche in America. Commisso ha colto l’occasione per ripetere una volta di più che tutti, ora più che mai, si aspettano impegno e compattezza nel dimostrare attaccamento alla maglia.

C’è da rendere orgogliosa Firenze, ma anche le 15 mila persone che, oltre oceano, negli Usa, hanno il viola nel Dna.

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