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Commisso alza l'asticella, vuole l'Europa: difesa dei talenti e mercato in entrata, sarà una Fiorentina di alto livello

Presidente lontano fisicamente, ma sta lavorando per una Fiorentina forte. Da una parte la difesa dei talenti, dall'altra il mercato in entrata. La questione stadio resterà centrale anche nei prossimi mesi, ma Commisso vuole in ogni caso arrivare in Europa

Viene dipinto come una specie di leone in gabbia. Rocco Commisso non poteva immaginare di dover restare lontano dalla sua Firenze così a lungo. Da New York, dove la situazione è comunque molto simile a quella italiana, il Presidente della Fiorentina prova a pianificare il futuro.

Più o meno si è capito che il campionato dovrà ripartire.

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In ballo questioni economiche troppo elevate. Si cercherà di farlo nella totale sicurezza, sicuramente a porte chiuse, ma nel mese di giugno si tornerà in campo. Questa ormai somiglia ad una certezza. La Fiorentina si è allineata: va bene concludere la stagione, ma in sicurezza.

Ci sarà da capire come farlo, dove andare in ritiro, dove andranno a giocare le squadre del Nord. Insomma, tantissimi nodi da sciogliere, che nella settimana ventura proveranno ad essere sciolti. Martedì assemblea di Lega, mercoledì maxi vertice al tavolo del Governo.

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Commisso, però guarda già avanti.

Si dà per scontato che la stagione venga conclusa entro metà luglio, poi spazio per qualche giorno di relax e, anche qui c’è un grosso punto interrogativo su tempi e modalità, la squadra dovrebbe trasferirsi a Moena per il ritiro estivo.

Calendario alla mano, siamo ai primi di agosto.

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Spostandosi su aspetti un po’ più familiari, i nodi da sciogliere in casa Fiorentina sono ormai gli stessi da settimane: Beppe Iachini continuerà ad essere l’allenatore viola? Domandone al quale adesso nessuno può rispondere.

Il tecnico marchigiano dovrà intanto concludere al meglio la stagione, poi si vedrà. Dovesse concludersi sulla falsariga di quello che abbiamo visto in questi mesi, i dubbi resterebbero. Da una parte la solidità alla squadra regalata da Iachini: compattezza, senso di appartenenza, voglia di lottare fino alla fine, una media punti tutto sommato discreta.

Dall’altra la mancanza di un gioco che possa far balzare il tifoso dalla sedia. E si sa, alla lunga, è un aspetto determinante. E’ vero che in una situazione complicata di classifica (quella che Iachini ha trovato al suo arrivo) bisognava turarsi il naso e fare punti, ma con il passare delle settimane ci si aspettava qualcosa in più.

Invece, molti palloni lunghi sulle punte a scavalcare il centrocampo, poco palleggio, l’impressione di poter far male solo in contropiede.

Tutti aspetti da valutare, con calma, nelle prossime settimane. Commisso lancia messaggi precisi: sarà costruita una squadra forte.

Ed allora, ecco, l’altra grande domanda. Conviene affidarla ancora a Iachini o è giusto chiudere definitivamente questo ciclo di assestamento e puntare su un allenatore che possa aprine uno nuovo interessante? Tutto ruota intorno a questa domanda, mentre questi sono i giorni in cui con qualche telefonata, qualche messaggio o qualche videochiamata Daniele Pradè e Joe Barone cominciano a tessere le tele del mercato.

Un occhio alle entrate, l'altro alla difesa dei gioielli, perché la stampa nazionale (soprattutto del Nord Italia) continua giorno dopo giorno ad accostare Chiesa e Castrovilli a Juventus ed Inter, ma non solo. Per Chiesa ogni discorso è aperto, ma la situazione non è più tesa come qualche mese fa.

Adesso le parti si parlano, c'è voglia di trovare la soluzione giusta per tutti. Che potrebbe essere anche una cessione di Chiesa. Oppure una sua permanenza, magari con fascia al braccio. Adesso è tutto in ballo, la Fiorentina sceglierà con calma.

Prima il rinnovo, poi il futuro. Anche Chiesa è molto più sereno e potrebbe anche decidere di rimanere, visto che si cominciano a respirare obiettivi diversi rispetto al recente passato. Il discorso su Castrovilli scivola via presto: non sarà ceduto, in alcun modo.

Una certezza c’è.

Nella prossima sessione di compravendite la Fiorentina farà la parte del leone. Poche squadre in grado di poter spendere come il club viola. Commisso lo ha promesso e ribadito, sarà allestita una squadra più forte di quella attuale.

Che certamente potrà contare su Amrabat e Kouame, ma arriverà anche altro. Da capire cosa accadrà in difesa, con Milenkovic che sembra molto interessato ai nuovi programmi viola, mentre sarà da valutare la posizione di Pezzella.

Un pezzo importante arriverà. Così come sull’out sinistro ci sarà da sistemare qualcosa. Pradè vorrebbe confermare Dalbert, vedremo costi e disponibilità dell’Inter.

A centrocampo manca un titolare, anche se poi si opererà in base alle richieste dell’allenatore (che sia Iachini o un altro tecnico).

Però, ecco, l’idea di prendere un altro bel pezzo c’è, da mettere vicino a Castrovilli ed Amrabat. Con il reparto completato da Benassi, Pulgar e Duncan, oltre che dal giovane Agudelo. Insomma, anche le alternative cominciano ad essere consistenti.

In attacco, la grande tentazione è quella di prendere un centravanti che garantisca oltre 15 gol in campionato.

L’idea è quella di riavere un giocatore della Fiorentina nei primi posti della classifica marcatori. Il nome di Belotti non è casuale, perché il Gallo potrebbe giocare anche vicino a Vlahovic (anche se sul serbo andranno fatte riflessioni approfondite per capirne il miglior percorso di crescita).

Prematuro, in ogni caso e per evidenti motivi, puntare dritti su qualche nome.

La certezza di questi giorni senza calcio, però, è che Commisso alzerà l’asticella. E con questa si alzeranno, finalmente, anche le prospettive future della Fiorentina. Obiettivo Europa, sicuramente, a prescindere dai nomi e da chi guiderà la squadra in panchina.

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