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Cincotta: "Dobbiamo scalare l'Everest, con i nostri tifosi si può fare"

Il tecnico della Fiorentina presenta la sfida d'andata dei Sedicesimi di Champions League contro l'Arsenal. Domani sera è prevista una buona cornice di pubblico

Queste le parole di Antonio Cincotta in sala stampa: "E' un esordio completamente diverso rispetto agli altri anni: siamo diventati teste di serie, ma nel sorteggio siamo incappati in una squadra particolarmente forte come l'Arsenal.

Sarà un impegno bello e affascinante. Il gruppo si allena insieme da 40 giorni, stiamo lavorando bene. Clelland, Catena e Vigilucci hanno bisogno di tempo dopo i loro interventi. Ilaria Mauro ha qualche acciacco alla schiena, stiamo cercando di recuperarla, così come Alia".

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Sul livello della squadra inglese: "Dobbiamo raccontare bene chi è l'Arsenal, che ha vinto lo scorso anno 6-0 in casa del Chelsea, che qui ha vinto a sua volta per 0-6. E' una squadra dei sogni, che lo scorso anno ha dominato in Champions League".

Sulla partita ravvicinata di campionato: "Abbiamo dato il meglio di noi per conquistare la Champions. In questo momento la nostra visione è rivolta all'Arsenal, per rispetto di noi stessi e dell'Arsenal. Sappiamo che da domani sera alla fine della partita dovremo pensare al campionato.

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Un esame alla volta, in vista della laurea". Sui tifosi: "Ascoltavo prima la conferenza di Pedro, ed è stato detto da Joe Barone che siamo a 26.000 abbonati. Giocare domani in casa è un qualcosa di utile, saremo spinti dal calore dei nostri tifosi.

Cercheremo di dare il meglio". Sul mercato: "E' stato fatto un mercato eccellente, è stata creata competitività nella rosa. Abbiamo preso sei giocatrici di alto livello, che fanno bene a tutto l'ambiente. Hanno portato attitudine al lavoro.

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Giocare contro l'Arsenal è come scalare una montagna, come scalare l'Everest. Si può fare, dobbiamo essere convinti di avere le nostre carte, da usare con intelligenza. Vogliamo aggrapparci alla nostra intelligenza tattica". Ancora sull'Arsenal: "Ha palleggio e forza fisica.

Dobbiamo essere bravi nelle ripartenze, quando sono alte potrebbero concederci campo".

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