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Chiesa si ferma al palo. Viola, risveglio doloroso. E manca (ancora) un bomber

A San Siro era arrivata la sconfitta ma anche una buona prova con belle sensazioni, contro la Samp c'è stato un deciso passo indietro

Avete presente quei risvegli bruschi, violenti, improvvisi? Ecco. Per la Fiorentina, la partita di ieri con la Sampdoria, è stata così. Un impatto (parecchio) doloroso con la realtà.

Con tanti saluti alle belle sensazioni che, nonostante la sconfitta, i viola si erano portati via da San Siro, scrive il Corriere Fiorentino. PASSO INDIETRO. Ci si aspettavano conferme e, invece, tocca parlare di un brutto passo indietro, e del secondo zero consecutivo.

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Doveva essere, quella di ieri sera, una specie di «terza prova». Un test nel quale Castrovilli e soci dovevano dimostrare a che punto si trovano nel processo d’apprendimento che in questa stagione dovrebbe portarli molto più vicini alle prime della classe.

Certo, la preparazione dell’esame non era stata delle migliori. Anzi. Voci di mercato, giocatori più fuori che dentro dalla squadra (Chiesa), infortuni. Non a caso, alla vigilia, Iachini aveva parlato di «partita del cavolo».

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CHIESA CAPITANO. Aveva ragione. Senza Ribery e Pezzella (mica due qualsiasi) il mister se l’è giocata col doppio 9. Vlahovic, attesissimo dopo la serataccia di San Siro, e Kouame. Per il resto, tutto come previsto. Chiesa compreso.

Per lui, non era una partita normale. Un’ultima in viola vissuta, tra l’altro, da capitano. Non quella di Astori, però. Una scelta dovuta ad una forte pressione della tifoseria organizzata che, nel pomeriggio, aveva lasciato chiaramente intendere alla società che (diciamo così) non avrebbe gradito.

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Troppo forte la delusione, e il rancore, per un altro «figlio» della città che se ne va alla Juventus. MANCA UN BOMBER. Poi, la partita. Brutto, l’errore di Kouame. E il pensiero torna lì: a quel bomber tanto invocato da Iachini, e che continua a mancare terribilmente.

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