Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Chiesa rientra e delude. Ma Pradè lo difende

Prova complicata per il 25 viola, fuori dalla partita per oltre un'ora. Poi si accende nel finale e regala l'assist a Caceres. Ma non basta.

La Fiorentina perde ancora. Quello di Torino è il quarto ko consecutivo in campionato, grosse differenze con quelli precedenti non sembrano essercene.

Eccezion fatta per il rilancio di Federico Chiesa dal primo minuto. Ma la reazione emotiva che in casa viola ci si augurava, non si è vista. E nemmeno Chiesa in realtà si è visto granché. Spettatore non pagante nel primo tempo, qualche lampo nella ripresa con tanto di strappo e assist per Martin Caceres a tempo ormai scaduto.

sponsored

Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio analizzando la prova del 25 viola. DOPPIA FACCIA.  Anzi, per oltre un'ora Chiesa è stato quasi irriconoscibile, lontano parente del giocatore che da Juve e Inter in poi tutti vorrebbero comprare.

Anche nervoso, ammonito già alla mezz'ora, nemmeno il ritorno al 4-3-3 sembrava poterlo rigenerare. Largo a sinistra, per vedere almeno qualche strappo in velocità è stato necessario attendere la seconda metà della ripresa. Il Toro calava alla distanza, la Fiorentina riusciva a mettere la testa fuori dal guscio, ma il suo primo vero guizzo è stato murato da Sirigu allo scoccare dell'ora di gioco.

sponsored

Poi tanto fumo e poco arrosto fino ai minuti di recupero, quando Chiesa ha avuto almeno il merito di bruciare Ola Aina di pura voglia: unico sprazzo del vero Chiesa, sulla sinistra, con cross basso e teso che Martin Caceres ha spinto in rete.

Al 90' è come se fosse iniziata la sua partita, ancora pericoloso negli ultimi istanti di partita, costringendo Izzo al fallo da ammonizione. Poco, troppo poco. E sicuramente troppo tardi.   LA DIFESA DI PRADE'. La prestazione torinese di Chiesa è stata un'altra fotografia del suo attuale momento, da separato in casa aspettando il momento di dirsi addio.

sponsored

Non sarà ancora gennaio il mese della sua partenza però, non secondo Rocco Commisso. Che dopo il confronto avuto in settimana con il suo papà-agente Enrico, aveva ancora ribadito quella che è sempre stata la sua posizione, confermata ieri anche dal ds Daniele Pradé: «Abbiamo incontrato suo papà Enrico e c’è stata grande apertura nel dialogo.

Chiesa ha ancora due anni e mezzo di contratto. Adesso quello che mi interessa è ciò che mi dà sul campo di gioco». Aspettando tempi migliori anche sotto questo punto di vista: «Veniva da un infortunio che lo ha fermato nelle ultime due settimane.

Non ha iniziato molto bene ma ha finito la partita alla grande. Farà un lavoro intenso in settimana, lavoro che fin qui non ha potuto svolgere. Chiesa per noi è determinante, ci sta con la testa e sono convinto che ci darà grandi soddisfazioni», la difesa finale di Pradé.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento