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Chiesa-Berna, i problemi del calcio moderno. L'anima da ritrovare: un'impresa per Iachini

Protagonisti in negativo con la Juve, troppe pressioni dopo gli anni alla Fiorentina. La squadra non è più capace di esaltare i "campioni"

L’altra sera, vedendo la Juventus del "maestro" Pirlo mulinare a vuoto le braccia contro il Barcellona, con in campo per tutti i novanta minuti Federico Chiesa e nell’ultima parte anche Federico Bernardeschi, mi è venuto in testa un pensiero maligno: anche noi, in fondo, non ne vincevamo poi molte con quei due.

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Così scrive Stefano Cappellini su La Repubblica.

NEANCHE IN VIOLA. Una battuta, certo. Ma forse anche qualcosa in più. La verità è che il vorticoso calcio mercato moderno, nel quale non fai in tempo a giocare mezza stagione buona che già passi a una squadra top con ingaggio moltiplicato, ha fatto la fortuna del conto in banca di questi ragazzi ma anche la sfortuna delle loro carriere.

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Perché finiscono in squadre dove la responsabilità cresce a dismisura senza che abbiano mai fatto in tempo a essere i leader di un gruppo. E faticano. E girano a vuoto. E rischiano di restare per sempre mezzi giocatori, sospesi tra la panchina e il campo.

Il talento non basta. Non basta per svettare con il Barcellona oggi. Ma non bastava nemmeno ieri, quando – fatte le proporzioni - era la Fiorentina delle due stelline a soccombere con Lecce, Parma o Crotone.

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IACHINI. Chiesa o Bernardeschi sono andati alla Juve ancora acerbi, il che non è demerito solo loro, ma anche del club che li ha formati e che da troppi anni manda in campo un gruppo di calciatori che non è un collettivo, che non pensa insieme, che non respira insieme.

Tutto questo per spiegare perché il popolo viola sia così insofferente nei confronti di Iachini, che a sua volta sconta colpe non solo sue. La pazienza per lo spettacolo mediocre è finita. Da una vita manca una squadra capace di esaltare i campioni, anziché solo il contrario.

Il buon Beppe ha davvero poco tempo per dimostrare di poter riuscire nell’impresa di dare un’anima ai cartellini. Con l'ombra di Sarri pronto a ripararlo dai raggi del sole.

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