Da certezza a banda del buco, pur con gli stessi elementi. L’equilibrio non esiste più, e Iachini così è snaturato nel suo credo calcistico
Difesa horror: da certezza a banda del buco, pur con gli stessi elementi. L’equilibrio non esiste più, e Iachini così è snaturato nel suo credo calcistico
Lo Spezia avrebbe anche meritato di vincere. Fa male dirlo, ma è così. Farias e Nzola hanno sfiorato il gol per una questione di centimetri. La Fiorentina, invece, fatto salvo i primi 5’ di gara, non è praticamente mai stata pericolosa se non per un paio di incursioni che non hanno costretto Provedel neanche a sporcarsi i guanti.
E se è vero che la squadra di Iachini non ha creato praticamente niente per 85’, è altrettanto vero che anche dietro, nella truppa viola, inizia a non funzionare praticamente nulla. DA CERTEZZA A BANDA DEL BUCO. Quella che era stata una certezza nel post lockdown (ma anche a tratti prima dell’avvento del coronavirus con Iachini) ovvero la difesa, sta facendo acqua da tutte le parti.
Che ci fosse Chiesa, a tutta fascia, o adesso Lirola, che ci fosse Ceccherini o adesso chi per lui nei tre davanti a Dragowski, il reparto difensivo non dà più certezza alcuna. IL DOPPIO. Sono già 8 le reti incassate dalla Fiorentina in 4 turni di campionato.
Da Fiorentina-Brescia in poi, primo turno del dopo interruzione della Serie A, la squadra viola aveva incassato 12 reti in 12 gare. Oggi, praticamente, la Fiorentina viaggia ad una media di gol subiti doppia. Nell’analisi di quanto bene avesse fatto Iachini nel suo percorso l’anno scorso, tante volte sia il tecnico viola che Commisso avevano sottolineato come la difesa della Fiorentina fosse stata la meno battuta in Serie A nel post lockdown.
E il pacchetto arretrato era sempre composto dagli stessi elementiche adesso sono irriconoscibili: Dragowski in porta, Milenkovic, Pezzella e Caceres nei tre. EQUILIBRIO. D’altronde, non sempre i singoli fanno la differenza (in positivo).
Soprattutto se si parla di difensori. E’ vero che Pezzella è rientrato solo con lo Spezia, ed è altrettanto vero che Caceres continua a mettere in serie errori su errori. Ma ciò che colpisce è la mancanza di tenuta di tutto il reparto.
Al di là di chi giochi. L’equilibrio che c’era l’anno scorso, con prestazioni sì a tratti bruttissime dal punto di vista del gioco e della fase offensiva, permetteva infatti a quella Fiorentina di concedere meno di frequente il fianco agli avversari.
Con la rivoluzione operata in mediana e l’esigenza, quest’anno, di dover vincere più gare possibili piuttosto che di dover fare più punti possibili, quell’equilibrio non c’è più. CAMBIO DI CARATTERISTICHE. Sono, infatti, cambiati gli obiettivi della Fiorentina.
Almeno sulla carta. Non scoprirsi per all’occorrenza far male in contropiede e portare a casa anche dei pareggi brutti pur di smuovere la classifica e stare lontani dalla zona retrocessione, era ciò che serviva alla Fiorentina 2019-20.
Da quella 2020-21, invece, era chiesto un salto di qualità nella mentalità, negli atteggiamenti, ed anche negli obiettivi. La riprova è data dalle caratteristiche di chi è stato messo in rosa, da Bonaventura a Callejon, ovvero giocatori in grado di poter fare la differenza dalla mediana in su e ovviare a quelle difficoltà evidenziate dalla Fiorentina contro squadre che si chiudevano.
Caratteristiche chiare, obiettivi pure. Ma il tecnico, questa mentalità, ce l’ha nelle corde del suo credo calcistico? La domanda sorge spontanea. SNATURATO? Iachini, infatti, sta anche provando a dare un volto più offensivo alla sua Fiorentina.
Basta confrontare le caratteristiche di chi schierava l’anno scorso, e di chi schiera adesso. Da Lirola-Venuti sulle corsie, con Duncan-Pulgar-Castrovilli in mezzo oltre ai tre difensori, si è infatti passati all’inserimento di due centrocampisti molto offensivi, Bonaventura-Castrovilli, oltre a due punte e due esterni (almeno fin quando c’era Chiesa) di spinta.
Risultato? Scomparso ogni forma di equilibrio. Senza, per altro, riuscire ad incidere con idee e meccanismi offensivi spesso troppo sterili e a tratti inesistenti. Anche i cambi tardivi possono essere un altro segnale che Iachini non riesca a leggere in maniera azzeccata le partite perché la sua filosofia di calcio gli suggerirebbe altro rispetto a quello che in realtà prova a fare.
In due parole: doversi snaturare. D’altronde, Iachini era stato preso per le due idee di calcio quando la Fiorentina era nel baratro, e prevedere che potesse avere delle difficoltà nel far fare anche a sé stesso un cambio di mentalità, non solo schierando più calciatori offensivi ma dando anche un’organizzazione e idee di gioco diverse, non era impossibile.
Non averlo previsto si sta dimostrando, già alla quarta giornata, un grosso problema.



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