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Cecchi Gori, fallimento Safin. Adesso l'ex presidente della Fiorentina rischia il carcere

Cecchi Gori rischia adesso il carcere: solo le precarie condizioni di salute potrebbero evitarglielo, scrive stamani La Nazione

Dai riflettori della notte degli Oscar, al buio di una sentenza non più appellabile. La parabola di Vittorio Cecchi Gori rasenta il dramma: dopo la condanna, definitiva, per il crac della Safin, l’ex patron della Fiorentina – finita in bancarotta pure quella - ora rischia davvero il carcere.

Possono salvarlo soltanto le sue condizioni di salute. Precarie anche quelle: a settembre è stato operato d’urgenza per una peritonite al Policlinico Gemelli di Roma, dove era stato ricoverato anche nel 2017 per un ictus. Ieri, la Cassazione ha messo il bollino su una condanna a cinque anni e mezzo per il fallimento della sua Safin Cinematografica, come deciso nell’ottobre del 2018 dalla Corte di appello romana per questo crac da 24 milioni di euro.

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Poca roba, certo, in confronto al passivo da 600 milioni di euro della Finmavi, ma porta le sue conseguenze. Così adesso saranno i giudici dell’esecuzione ad occuparsi di Cecchi Gori e a valutare le istanze legali che saranno messe in campo per evitare il rischio carcere che è scattato come accade per tutte le condanne superiori ai cinque anni di reclusione che passano in giudicato, in ottemperanza alla circolare Flick che aziona procedure contro le fughe.

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Vittorio aveva ereditato dal padre Mario un impero. Compresa la Fiorentina. Da presidente viola - celebri le sue impennate sulla balaustra - ha regalato ai tifosi le gioie della Champions League - con campioni del calibro di Batistuta e Rui Costa - ma anche il dramma della serie B e del fallimento, costatogli anch’esso una condanna.

E così è stata anche la sua vita da imprenditore nel mondo del cinema, che raggiunse l’apice con le nozze con la bellissima Rita Rusic e l’Oscar de «La vita è bella» di Benigni. Ma con il sequestro della sua regale abitazione a Palazzo Borghese, e lo ’zafferano’ in cassaforte ai tempi del legame con Valeria Marini, è iniziato il declino.

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Vittorio, 78 anni ad aprile, è tornato a vivere, talvolta anche agli arresti domiciliari, nella più modesta abitazione ai Parioli, dove viveva il padre Mario. Della fortuna del babbo, non c’è più traccia. Per il filone d’inchiesta Safin, Cecchi Gori - un passato da senatore per due mandati - è stato arrestato nel 2008 e ha già trascorso circa quattro mesi con misure cautelari, ma questi non bastano a superare lo ‘scoglio’ dei cinque anni e due mesi che rimangono per saldare il suo conto con la giustizia.

Inutile in Cassazione l’estremo tentativo del suo legale, avvocato Massimo Biffa, di ottenere un rinvio. I supremi giudici hanno tirato dritto senza esitare verso la conferma della condanna, dopo una camera di consiglio non lunga.

Restano da rideterminare le pene accessorie, ma questo non basterà a «graziare» Vittorio.

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