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Castro, il 10 che Firenze aspettava. Ma la Viola è in balìa delle paure

Di nuovo i 'fantasmi' di Cesena: doppio vantaggio (per due volte) e squadra che si abbassa. E l'attacco non aiuta

Il 10 che Firenze aspettava. Il 10 che segna (doppietta, peraltro), che piazza l’assist, che gioca e che trascina la squadra alla vittoria.

Il 10 di Gaetano Castrovilli, il gioiello di Commisso che luccica sotto gli occhi di Roberto Mancini. La Fiorentina ha battuto l’Udinese per le prodezze di questo ragazzo. E poi, come al solito, ha sofferto. Forse è colpa della sua struttura, non riesce a difendersi con la palla, forse della difficoltà dei suoi attaccanti incapaci di aiutare la squadra, forse della paura che, una volta in vantaggio di due gol, la spinge tutta indietro.

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Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

PAURA. A Cesena, contro lo Spezia, era andata sul 2-0 dopo 4 minuti, ieri ne ha impiegati 21, però quando Okaka sul finale del primo tempo ha accorciato, a Iachini sono venuti i sudori freddi.

Ha ripensato a Cesena, ma anche all’Inter, sempre in vantaggio e sempre rimontati. Si è sentito sollevato a inizio ripresa quando Castrovilli ha segnato il 3-1, ma è successo di nuovo, in doppio vantaggio la Fiorentina si è fatta mettere sotto e stavolta l’ha salvata Dragowski con tre prodezze.

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MEZZ’ORA VIOLA.  La Fiorentina ha giocato meglio i primi 30'. In mezzo al campo guidava il gioco con i suoi interni Bonaventura e Castrovilli, sorretti da Amrabat che sta prendendo più confidenza con la posizione e il lavoro del regista (ma resta sempre una mezz’ala...).

Meglio anche sugli esterni, dove Ouwejan non ha mai preoccupato Lirola mentre Molina si è visto, per sua colpa, solo sul primo e sul terzo gol viola, Biraghi non ha avuto problemi a cancellarlo dalla partita. Il problema della Fiorentina è stato il mancato sostegno dell’attacco.

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