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Caso De Laurentiis, colleghi irritati per l'imprudenza: "Non doveva esserci"

Colleghi irritati per la presenza alla riunione nonostante De Laurentiis non stesse bene fisicamente. In tantissimi in isolamento, compresi Barone e Commisso jr

Aurelio De Laurentiis, due giorni fa in assemblea di Lega, non ha nascosto ai suoi interlocutori un certo malessere: mal di pancia, spiegava a colleghi presidenti e dirigenti, attribuito a un’indigestione di ostriche. Non aveva la febbre, è attestato dai termometri dell’hotel Hilton di Milano, luogo dell’incontro: la temperatura veniva misurata a chiunque entrasse nella hall.

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Ma lo stato di “sofferenza” restava: fastidio, questo sì, che il numero uno del Napoli ha trasferito agli altri partecipanti alla riunione. Irritazione e rabbia condivise per l’imprudenza del presidente del Napoli. «Se non stava bene, non doveva esserci» la sintesi del pensiero.

Ci sono stati momenti di condivisione durante il pranzo, e altre chiacchiere a margine del voto sui fondi. Le mascherine in alcuni casi erano su, in altri no. Non erano necessarie durante il tempo del dibattito in assemblea: la Lega precisa che durante i lavori sono stati rispettati tutti i protocolli anti-Covid e dunque un rigido distanziamento sociale.

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I banchi dove sedevano i presenti erano distanti tra loro un metro e mezzo. Sempre la Lega, nella serata di mercoledì, ha informato i convocati con una comunicazione scritta sulla positività rilevata, segnalata anche alle autorità sanitarie, scrive stamani La Gazzetta dello Sport.

Allarme. La catena si è avviata dopo la telefonata di De Laurentiis al Presidente della Lega di A Dal Pino, con cui aveva avuto contatti diretti durante la giornata: per il numero uno di Lega la soddisfazione per l’ingresso dei fondi (idea nata con lui e portata avanti in prima persona) è durata il tempo di uscire dall’hotel e rientrare a Roma in aereo: quattro telefonate di De Laurentiis, alle 8 di sera, sono state il segnale di allarme.

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Nel colloquio il presidente del Napoli informava di febbre e positività al tampone, lo stesso Dal Pino iniziava un isolamento volontario (lunedì il tampone): «Sto benissimo, la Lega ha attivato tutte le disposizioni. De Laurentiis imprudente?

Non aveva febbre nemmeno quando è ripartito dall’aeroporto di Milano». Isolati. Tutti i presenti si sottoporranno a tampone, come anche da protocollo del gruppo squadra. La discriminante per l’isolamento sono i «contatti stretti»: chi ne ha avuti, anche se asintomatico, deve aspettare l’esito del doppio tampone.

Tra questi Preziosi, Joe Barone e Joseph Commisso (in attesa del secondo esito), Claudio Fenucci. Ovviamente Vigorito, presidente del Benevento, ospite sul volo privato di De Laurentiis nella tratta di ritorno. Anche Ferrero della Samp e Fienga della Roma, che specificano però di non aver avuto contatti stretti.

Altri, che non hanno avuto alcun rapporto ravvicinato, manterranno comunque un atteggiamento prudente e accorto, da Cairo, presidente del Torino (già sottoposto a tampone), ad Agnelli, numero uno Juve, agli interisti Marotta e Antonello (tampone fatto anche per loro), Scaroni (Milan), Pizzarotti del Parma.

Lotito farà il tampone di rito ma sottolinea di avere avuto «De Laurentiis a 30 metri». L’assemblea di mercoledì, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, era solo la seconda con presenza “fisica”: dopo le video call del lock-down voleva essere un segnale di normalità.

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