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Caos Serie A: Juve-Inter il 13 maggio, o forse prima. A rischio il prossimo weekend

Rebus calendario, rinvii e niente partite a porte chiuse. Ma nel prossimo turno possono saltare 4 gare. E i recuperi potrebbero avvenire prima di maggio.

L’emergenza coronavirus sta colpendo duramente anche lo sport. Dopo i rinvii di quattro partite dello scorso weekend, ci si apprestava a una giornata spaccata a metà fra porte aperte e chiuse (nelle regioni dove vige il divieto di «manifestazioni pubbliche» che procede parallelamente alla chiusura delle scuole), sfida scudetto fra Juve e Inter compresa.

Proprio in volata, però, è arrivata la sterzata: meglio il rinvio degli spalti vuoti. Una scelta che ha generato tante polemiche e provocato un mezzo terremoto nel calendario. Calendario che è ancora un frullato di incertezze visto che in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna il divieto durerà fino a domenica compresa, coinvolgendo anche il prossimo turno di campionato, scrive La Gazzetta dello Sport.

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CAOS. Ieri è stato deciso il rinvio di metà giornata al 13 maggio con lo spostamento al 20 della finale di coppa Italia, che lascerà Roma (per gli Europei bisogna consegnare l’Olimpico alla Uefa il 18 maggio) probabilmente per Milano.

La serie A sta diventando un po’ la settimana enigmistica, e risolto un rebus ce n’è subito un altro: quello delle partite dell’8 marzo ancora sotto il tetto del divieto. Senza dimenticare che Inter-Sampdoria, rinviata la scorsa settimana, cerca ancora casa sul calendario.

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Fatto sta che oggi, alle 12, è stato convocato un consiglio di Lega straordinario. CHE GIRANDOLA. Il fatto è che qualche volta il calcio fa da metafora al Paese. Porte chiuse, poi quasi aperte, poi ancora chiuse, quindi il rinvio: una girandola pazzesca.

Che corrisponde però anche allo stato d’animo di un’Italia in bilico fra allarmi e rassicurazioni. Mercoledì sera, quando in Piemonte era stato censito un solo caso, nelle parole del governatore Alberto Cirio si parlava un «ritorno alla normalità» nel più breve tempo possibile, ritorno che si pensava potesse contenere anche Juve-Inter.

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Poi i casi di Novara e Asti hanno provocato frenata e porte chiuse. Quindi, ieri, i rinvii. SPOT AUTOGOL. Il tutto prima di un venerdì intensissimo. Con un campo centrale: l’ufficio del ministro dello sport, Vincenzo Spadafora.

Anche in qualche ambiente governativo è venuto fuori un dubbio: la sindrome da gol nel deserto. L’idea che uno Juve-Inter a porte chiuse potesse diventare uno spot autorete. Così, dopo l’incontro con i dirigenti del calcio e quello con Malagò, Spadafora si è fatto ambasciatore di una «proposta» che apriva la strada al rinvio.

JUVE E NON SOLO. E qui è ricominciato il viaggio sulle montagne russe, ciò che sembrava possibile alle sette di sera (fine degli incontri di Spadafora) è diventato molto più complicato alle dieci (Consiglio dei Ministri). La fumata bianca è stata rinviata a ieri mattina.

A spingere sulla Lega per un rinvio non sarebbe stata solo la Juve, ma anche diversi (altri, invece, si sarebbero lamentati) club destinati alla giornata a porte chiuse. Il Milan aveva già chiesto il rinvio da giorni. L’Udinese aveva fatto suo il no del governatore Massimiliano Fedriga.

E proprio a Udine è arrivata la prima telefonata: «Non si gioca». Anche per liberare la Fiorentina che già la sera prima era arrivata in Friuli. Ma è nato subito un nuovo giallo. Intanto sulla data del 13 maggio. Che ha una postilla, non detta, non scritta, neanche sussurrata.

Se Inter e Juve uscissero dalle coppe la partita potrebbe essere anticipata. Discorso che dovrebbe a maggior ragione riguardare le altre quattro partite. Dunque, il 13 maggio è una sorta di data limite. PARACADUTE LUNEDI'. Sabato 7 e domenica 8 marzo, il divieto di manifestazioni aperte al pubblico sarà ancora in vigore in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Le partite a rischio porte chiuse sarebbero quattro: Atalanta-Lazio, Verona-Napoli, Bologna-Juventus e Inter-Sassuolo. La linea è ancora quella di evitare anche in questo caso le porte chiuse. Quindi, per tutte spostamento a lunedì, una linea che però va di traverso all’Inter che vuole una sorta di par condicio (anche perché ha il Getafe giovedì 12).

Mentre per Atalanta-Lazio (niente lunedì, martedì 10 c’è il Valencia al Mestalla) si potrebbe trovare spazio o lo stesso 13 maggio, o anche il 29 aprile. Comunque lo si guardi, un bel rompicapo.

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