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Calma e sangue freddo. E’ troppo presto per bollarli come ‘pacchi’

Tenere a freno l’esuberante critica di Firenze e del tifoso viola è esercizio fin troppo difficile. Non abbiamo neanche la pretesa di provarci. Eppure, però, nell’eterna città dei Guelfi e dei Ghibellini non è raro imbattersi in chi ha già bollato come ‘pacchi’ alcuni giocatori arrivati nello scorso mercato estivo.

Anzi, alla fine dello scorso mercato estivo.

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Prendete Simeone. Faccia da bravo ragazzo, testa di chi ha vissuto a braccetto con il calcio fin da quando era in culla. Pochi grilli e tanta voglia di spaccare il mondo. Forse la famosa ‘garra’ non sarà paragonabile a quella del celebre papà, ma la sua maglia a fine partita è sempre una di quelle più inzuppate di sudore.

Dati alla mano, corre come un centrocampista. Sono pochissimi, nella rosa, quelli che hanno macinato più chilometri di lui. Eppure il bottino è magro. Un gol in sei partite. I più critici fanno notare che l’unica soddisfazione gliel’ha regalata Nicolas con un intervento goffo nella goleada di Verona.

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Tutto vero, ma bisogna essere lì per sfruttare gli errori degli avversari ed il fiuto del gol non si compra. Ribattono gli altri. Il giochino prosegue inesorabile, con il Cholito che per adesso sembra particolarmente tranquillo, anche se costantemente gli ricordano la sua solitudine in campo.

Sussurri dal Centro Sportivo raccontano di un Pioli intento a cambiare qualcosa nel sistema di gioco, ma solo dal centrocampo in avanti. La difesa a quattro non si tocca. Ed il Cholito aspetta che magari qualcuno si degni di metterlo in porta.

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Saponara o Eysseric? Nomi validi, certo, ma è sul campo che dovranno dimostrare di essere in grado di togliere il posto a qualcun altro. Intanto, dicevamo, critica e tifosi continuano a dividersi. E’ Simeone che deve mettersi a disposizione della squadra o la squadra che deve mettersi a disposizione di Simeone?

Domanda vecchia come il mondo, ma attualissima in casa viola. In attesa che qualcuno trovi la risposta, la cosa migliore è portare pazienza. Perché bollare come bidone un ragazzo argentino del ’95, con tutta la carriera davanti, può essere troppo anche per la critica Firenze.

E poi c’è l’altro, di cui si parla tanto.

Marco Benassi è finito presto sulla bocca di tanti. Lui e Simeone raccontano di 25 milioni di euro spesi sul mercato. Per un’estate passata a racimolare soldi di qua e di là, i loro investimenti sono stati pesanti. Pacco anche lui?

Per qualcuno (forse) si. Eppure siamo di fronte ad un giocatore che è stato capitano della Nazionale Under 21 e, giovanissimo, di una squadra gloriosa come il Torino. Anche lui sembra piuttosto sereno. Pioli lo tiene tranquillo, in attesa di capire come cucirgli addosso il vestito della sua Fiorentina.

Impresa ardua, in questo sistema di gioco, anche se l’idea di provarlo nei due mediani ronza nella testa del tecnico, convintissimo però che Benassi possa essere un incursore micidiale per le difese avversarie. Per lui vale lo stesso discorso fatto per Simeone.

Calma e sangue freddo, lasciamolo lavorare con calma. Intanto a Verona dovrebbe riprendersi una maglia da titolare. La sua esperienza dovrebbe essere preferita all’esuberanza di Gil Dias, contro una squadra che fa proprio dell’esperienza l’arma migliore.

Ed in fin dei conti Simeone e Benassi potrebbero ripartire proprio da Verona, dove fin qui hanno disputato la loro miglior partita in maglia viola. Per loro stessi, per chi crede in loro e per mettere a tacere anche qualche critica ingenerosa.

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