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Calcio stop? Coro di no. Covid e campionato, Figc e Lega fiduciose sulla prosecuzione

Per Spadafora non ci sono certezze di arrivare in fondo alla stagione, servono piani alternativi. Ma seguendo il protocollo...

I numeri del contagio continuano a fare paura e parlare al futuro diventa sempre più difficile, scrive La Gazzetta dello Sport. Anche il ministro Vincenzo Spadafora, che sta difendendo più che può la pratica sportiva degli appassionati, ha dovuto tirare il freno a mano a proposito del destino della Serie A.

«Se il campionato ce la può fare? Sì, ma se si arrivi o meno fino in fondo non lo so». Le incertezze su quella che sarà l’effettiva diffusione del Coronavirus sono troppe e parlare di quanto accadrà da qui a maggio è roba da chiaroveggenti più che da ministri.

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Ma Spadafora, intervenuto a “L’aria che tira” su La7, aggiunge pure: «È una situazione particolare, di questo deve essere consapevole la Lega di A e pensare a un piano B e a un piano C». LEGA E FIGC FIDUCIOSE. Parole già sentite (ricordate Malagò in pieno lockdown a proposito della ripresa del campionato?) che però arrivano in un momento in cui i vertici del nostro calcio, nonostante le positività di diversi giocatori, stanno portando avanti con convinzione il protocollo varato Figc e Leghe con l’avallo del Cts e del Ministero della Salute.

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Dalla Lega filtra infatti fiducia sulla possibilità di chiudere regolarmente la stagione, a patto che tutti rispettino le linee guida. Quanto al piano B, da mesi Lega e Figc hanno pronte diverse soluzioni in risposta ad ogni possibile scenario.

È chiaro che se dovesse arrivare un nuovo lockdown qualcosa cambierebbe, tenendo anche presente la possibilità di utilizzare la cosiddetta norma Gravina, inserita nel Decreto Rilancio, che dà alla Federazione la titolarità di cambiare il format del campionato e che quindi permetterebbe, prima di arrivare alla sospensione, di organizzare la chiusura della stagione in modi diversi da quelli previsti oggi.

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Ma, va ripetuto, se ne parlerebbe soltanto se la situazione contagi in Italia dovesse precipitare e il calcio, nonostante stia vivendo un momento difficilissimo dal punto di vista di sostenibilità economica del sistema, non potrebbe essere in cima alla lista delle preoccupazioni.

PROTOCOLLO. Del resto Spadafora stesso è il primo a difendere senza esitazione il protocollo. Prendete il caso Juventus-Napoli: lui, che dopo la vittoria della Coppa Italia aveva confessato la sua passione calcistica per gli azzurri, sulla questione dice: «C’è stata la decisione di un giudice e la rispetto, sono anche stati fatti dei ricorsi, vedremo come finirà.

Ma il protocollo è quello, è stato approvato e condiviso da tutte le squadre e quindi deve funzionare per tutte allo stesso modo. Dagli atti del Giudice sportivo, che comunque io non ho letto, mi sembra di capire che il Napoli avesse deciso ben prima di non partite, se fosse così...».

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