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Calcagno (Vicepres. AIC): "Se ci fossimo fermati prima non avremmo avuto casi in Serie A"

Le dichiarazioni del vicepresidente dell'assocalciatori sull'emergenza sanitaria

Umberto Calcagno, vicepresidente AIC, ha parlato a Lady Radio della situazione attuale: “Abbiamo una posizione chiara espressa in consiglio Federale. Non si può immaginare che il mondo del calcio e dello sport siano decontestualizzati rispetto al paese.

Ci è stato detto due settimane fa che dovevamo dare il buon esempio, adesso mi chiedo qual’è. Bisogna continuare gli allenamenti o mettere a rischio la propria salute? Dobbiamo avere senso di responsabilità, al di là del fatto che c’è chi va avanti a lavorare.

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Ma si parla di attività strategiche in cui il calcio non è incluso”. LE PAROLE DI LOTITO. “Le scelte devono essere di sistema perché non bisogna scaricare sui giocatori responsabilità non condivise. Non ci vogliamo battere per gli allenamenti, nemmeno fare scioperi.

Chi non si vuole allenare lo può fare. Le norme ministeriali fanno poi tutto tranne che consentire gli allenamenti classici. Senza togliere il fatto che ci si allena per cosa, visto che non sappiamo quando si riprenderà”. RIPRESA DELLE ATTIVITÀ.

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“Noi vogliamo finire i campionati in maniera regolare, ma la scelta di non allenarsi è propedeutica per far ricominciare tutto prima. E’ un beneficio sportivo semmai volessimo concludere al meglio i campionati entro la fine di questa stagione”.

CONTAGI. “Se ci fossimo fermati prima non avremmo avuto casi di giocatori positivi. Ora ci siamo fermati, guardiamo positivo. Gli allenamenti sono un falso problema, quando ripartiremo ripartiremo alla grande”.

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