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Calabrese su Repubblica: «Una città di nuovo in festa. È l’alba di una nuova era»

Il vento è cambiato secondo Calabrese: al via il nuovo corso firmato Paratici

Nel suo editoriale pubblicato su La Repubblica-Firenze, Giuseppe Calabrese analizza il rinnovato entusiasmo che circonda la Fiorentina e attribuisce gran parte di questo cambiamento al lavoro del direttore sportivo Fabio Paratici. Secondo Calabrese, «c’è un’aria nuova intorno alla Fiorentina, un ritrovato entusiasmo». Un clima positivo nato soprattutto da una campagna acquisti che il giornalista considera diversa rispetto a quelle degli ultimi anni: «Un mercato così non lo ricordavamo da tanto tempo, forse dall’epoca in cui arrivarono Borja, Gonzalo e tutti gli altri».

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È ancora presto per stabilire se si tratti davvero dell’inizio di una nuova fase, ma appare evidente «un cambio di paradigma nella gestione della società». Dall’incontro di New York con Giuseppe Commisso, Paratici sarebbe tornato non soltanto con un budget significativo, ma soprattutto con una maggiore autonomia operativa: «Paratici, questa è l’impressione, decide da solo senza aver bisogno del benestare presidenziale».

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Questa libertà gli consente di muoversi con maggiore rapidità, affrontando trattative che in passato sarebbero sembrate fuori dalla portata della Fiorentina. Il confronto sul mercato, infatti, non sarebbe più soltanto con le società italiane di media fascia: «Se prima i competitor sul mercato erano società di media fascia italiana, adesso sono i top club europei».

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Per Calabrese, dunque, il vento è cambiato. E il cambiamento non riguarda soltanto il mercato, ma anche la comunicazione della società, diventata «più chiara, più diretta, senza forzature». L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un progetto duraturo: «L’obiettivo della Fiorentina è prima di tutto quello di aprire un ciclo - parola spesso abusata in questi anni - e costruire una formazione ambiziosa e in grado di lottare tutti gli anni per l’Europa. E magari di vincere qualcosa, anche». 

Non è ancora possibile sapere quanto tempo servirà per raggiungere questi risultati. Tuttavia, Calabrese sottolinea il carattere e la determinazione del nuovo direttore sportivo: «Paratici è un uomo determinato e non lascerà passare troppo tempo». I primi effetti del nuovo corso sarebbero già visibili anche sul piano dell’immagine. La capacità di convincere giocatori corteggiati da numerosi club dimostrerebbe infatti la solidità e l’attrattiva del progetto viola: «Convincere giocatori come Atta o Jimenez, inseguiti da tante società, ad accettare la Fiorentina vuol dire aver presentato un progetto convincente». Lo stesso vale per giovani talenti come Valdepeñas, la cui disponibilità a scegliere Firenze rappresenterebbe un segnale importante: «Significa che il viola è di nuovo un colore che va di moda».

Dal punto di vista dell’immagine internazionale, conclude Calabrese, la Fiorentina sembra essersi ripresa il proprio spazio. Il compito di trasformare il nuovo entusiasmo e il buon lavoro della società in risultati sportivi spetterà ora all’allenatore Fabio Grosso: «Riportarla nelle coppe europee, invece, toccherà a Grosso. Senza fretta e senza pressioni, ma se non ci fa aspettare troppo è meglio».

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