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Buon anno Fiorentina. Il 2020 parte dal Dall’Ara. Con un estremo bisogno di ritrovare la voglia di sognare della scorsa estate

Inizia dal Dall'Ara il nuovo anno della Fiorentina. La prima di Iachini, col rientro di Chiesa, e la voglia di partire nel migliore dei modi per risalire in classifica

Inizia dal Dall'Ara di Bologna il nuovo anno della Fiorentina. Il presente si chiama Beppe Iachini, il futuro non si sa. È ambizioso, nelle idee di Rocco Commisso tra strutture e investimenti, e in quelle di Daniele Pradé che sa che la prossima estate avrà la concreta possibilità di creare con più tempo e programmazione una rosa da medio alta classifica.

Ma il presente racconta di una classifica complicata, di un mercato di gennaio in cui rattoppare falle lasciate la scorsa estate, e di una gara non certo agevole come quella contro la formazione di Sinisa Mihajlovic.

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CONTINUITA' Dopo aver sperimentato diverse soluzioni tattiche per la Fiorentina che verrà, al Dall'Ara è molto probabile che si riparta dallo stesso canovaccio tattico delle ultime fiorentine di Montella.

Più Benassi di Badelj in mezzo e con un Chiesa in più. Potrebbe, infatti, essere ancora 3-5-2. Iachini ha lavorato tantissimo da quando si è insediato sulla panchina viola. E con lui i calciatori tutti che sono passati da ritmi di lavoro blandi e basati sulla tecnica ad un grande lavoro anche fisico e atletico.

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MENTALITA' Ma soprattutto mentale.

Sulla testa ha lavorato molto il neo miste gigliato. La brutta e assente squadra vista diverse volte nell'ultimo periodo di Montella non deve ripetersi. La maglia va sudata, e l'attaccamento deve essere massimo. Su questo, oltre che sulla praticità ha insistito Iachini.

La fragilità evidenziata più volte nel carattere e la mancanza di aggressività altre caratteristiche su cui ha lavorato l’ex mister di Empoli e Sassuolo. E il primo banco di prova sarà subito un test importante. Di fronte un Bologna che gioca, crea tanto, segna molto, ma concede anche tanto.

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IL FUTURO È ORA Intenzioni, ambizioni e progetti sono di una società che pensa in grande.

Ma per tramutare le idee in fatti, nel calcio, si deve andare per gradi. E soprattutto farlo programmando. Per questo il futuro, quanto mai come adesso, è l'ora. Non rialzarsi e scivolare ancora più giù sarebbe un disastro. Ma anche lottare fino alla fine per evitare la B, come accaduto lo scorso anno, potrebbe intaccare l'appeal sul mercato di un club che dall'oggi al domani non può comprare campioni.

E adesso è il momento di cambiare marcia e risalire.

BUON ANNO FIORENTINA E’ l’augurio più banale tra i tanti che si possono fare. Ma, se tutto va come deve andare, il 2020 può essere davvero quello della svolta per la Fiorentina.

Il 2019 ha segnato un’epoca, con la fine dell’era Della Valle e l’avvento di Commisso. Ci sono iter per infrastrutture avviati, come il centro sportivo a Bagno a Ripoli, e più complesse come quelle relative allo stadio. C’è voglia di investire e intenzioni serie su una crescita di brand, marchio ma anche sportiva della Fiorentina.

E una piazza che ha fame e orgoglio. In oltre 2000 saranno a Bologna lunedì, oltre 8 mila erano all’allenamento il primo dell’anno. E la classifica è quella che è. Se la risalita parte, e dovesse andare tutto nel migliore dei modi, ovvero con un girone di ritorno decisamente meno complesso di quello d’andata, e non è impossibile che questo accada, il futuro promette bene, con grande voglia di tornare a sognare come nei primi giorni dell'era Commisso.

Ma prima c’è da portare in porto la nave. E tocca a Iachini, alla squadra, già a partire da Bologna. E a Pradè sul mercato. E dunque, buon anno Fiorentina.

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