Brachi a VI.IT: "Sarri a Firenze solo con un progetto importante di Commisso e come scelta di vita"
Ai nostri microfoni il tecnico che conosce molto bene l'ex Juve: "Rescinderà con i bianconeri, è un animale di campo. Passione e amore verso i viola, ma..."
Giornate calde in casa Fiorentina, la posizione di Iachini che fa discutere e la suggestione Sarri tornata d'attualità. A LaViola.it parla del tecnico napoletano, 'cresciuto' sulle panchine toscane, Marco Brachi, allenatore toscano ex, tra le altre, di Scandicci, Sporting Trestina e Fortis Juventus e oggi al Valdarno (Eccellenza).
I due sono amici da anni, fin da quando si sfidavano sia sul campo che sulle panchine proprio nei campionati regionali. "Sarri alla Fiorentina? Non lo sento dal suo esonero alla Juve, ma non la vedo facile", dice Brachi a LaViola.it.
"Maurizio è un allenatore che ha vinto il campionato l'anno scorso, e come operazione avrebbe un costo non da poco. Secondo me può venire alla Fiorentina e a Firenze solo come scelta di vita. Se ha ancora quel fuoco dentro per allenare, e ha voglia di vincere e di sfide importanti, è invece più difficile".
Parlava di scelta di vita. In che senso? "Maurizio fa 62 anni tra tre mesi, potrebbe stare 3-4 anni a Firenze, poi dopo andare in una Nazionale o in un'altra panchina importante. Ma ora Sarri è un allenatore importante, al pari di Allegri o Pochettino, qualche settimana fa si parlava anche di Atletico Madrid in caso di divorzio con Simeone o di Manchester United.
Piazze che se messe a confronto con una Fiorentina di questo momento...". Con Sarri vi conoscete da anni... "Sì, abbiamo giocato contro tante volte. Così come ci siamo sfidati da allenatori, tra Poppi, Valdema, Pontassieve, Monte San Savino.
L'ho battuto qualche volta. E spesso ci siamo ritrovati a parlare di calcio, anche fino alle 4-5 di mattina. Tra pallone e risate. Sono stato vicino per 2/3 volte ad entrare nel suo staff, anche a Napoli al suo ultimo anno, ma poi non se ne fece di nulla purtroppo".
Da sempre Sarri è legato alla Fiorentina. "Sì, potrebbe venire a Firenze per la passione e per l'amore che lo legano alla Fiorentina e alla città. Potrebbe essere convinto da un programma ambizioso di Commisso, pare ne stiano parlando.
Lui come allenatore è gestito da Ramadani, il procuratore più importante insieme a Raiola. Certo, non è facile, ma nel calcio tutto è possibile". Cosa potrebbe fare la Fiorentina per convincere Sarri? "Se prendi Sarri, non è che lo fai per tenere la squadra com'è ora. Commisso dovrebbe essere nelle condizioni di dargli qualcosa di importante.
Anche perché è l'allenatore che ha vinto l'ultimo scudetto... Commisso ora deve dare un segnale, ha fatto tanti discorsi belli ma per la squadra ha messo poco mano al portafoglio. Sarri potrebbe essere un messaggio non importante, di più.
E lui se viene alla Fiorentina lo fa con delle rassicurazioni". Sarri è un allenatore che spesso ha bisogno di tempo per trasmettere il suo calcio. Entrando in corsa potrebbe dare qualcosa di importante fin da subito a questa Fiorentina?
"Lui come allenatore aveva bisogno di tempo, sì, ma con Chelsea e Juve ha cambiato il suo stile. Ha dovuto allenare i giocatori che aveva. È migliorato su questo aspetto, prima era molto più selettivo. Anche quando parlavamo di calcio settimanalmente.
L'ho visto molto cambiato. Avevo 'paura' che avesse problemi ad adattarsi ad Hazard, David Luiz, eccetera, invece da persona intelligente e preparata si è messo nelle mani dei giocatori. Anche alla Juve ha ingoiato bocconi amari, ma se vuoi allenare queste squadre qui ti devi adattare ai Ronaldo.
Alla Fiorentina credo riuscirebbe in poco tempo a dare una svolta. Anche se conoscendo Maurizio, i sacrifici che ha fatto per arrivare a questi livelli, a vincere Europa League e Scudetto, non so se gli passa per la testa di tornare indietro a 62 anni.
Ma se mette lavoro e passione davanti alla professione, allora ci può stare". Sembra in ogni caso che Sarri sia molto vicino alla risoluzione del contratto con la Juve. "Sì, lui è un animale di campo, se lo lasci a casa picchia la testa nel muro dalla mattina alla sera.
Siamo gente che senza pallone siamo senza vita. Lui rescinderà sicuramente con la Juve, chiaro che dovrà essere un'occasione importante poi". Intanto Iachini, dopo la conferma di fine luglio, è già a rischio dopo 4 partite. "E' decisamente presto.
L'interrogativo che mi resta è sul come è stato riconfermato. Perché ci si credeva o perché non c'erano all'orizzonte nomi importanti, come De Zerbi o altri che a Firenze potevano portare qualcosa in più a livello tattico o di gioco?
Con tutto il rispetto di Iachini, quando parlo di lui mi sciacquo la bocca. Ma è un allenatore che nelle promozioni dalla B alla A è stato un vero fenomeno, ma in A ha balbettato. Io quando ho saputo della conferma di Commisso sono rimasto a bocca aperta, non me lo sarei mai aspettato.
Fossi stato un tifoso della Fiorentina mi sarebbe venuto da pensare. Un presidente che ha queste ambizioni non può programmare con Iachini, che ha sempre fatto un certo tipo di calcio. A Firenze difficilmente puoi vincere, puoi andare in Europa, ma almeno porta un allenatore che faccia divertire il pubblico.
Se devo vedere una squadra che butta la palla su e basta, diventa deprimente. Fossi stato un direttore della Fiorentina avrei preso innanzitutto De Zerbi, o Giampaolo. Certo, vai incontro a rischi, vedi ora il Torino, però sono allenatori che ti fanno divertire.
A Firenze, del resto, siamo sempre stati buongustai per il gioco". 



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