Borja Valero: "Mi allenerò come un bambino per giocare sempre, tornare qui unica opzione. La reazione di Alvaro..."
Il centrocampista spagnolo si presenta (per la seconda volta) ai tifosi della Fiorentina dalla pancia dello stadio Artemio Franchi
Su questa pagina potete leggere le dichiarazioni di Borja Valero, che torna in viola dopo una parentesi di tre anni all'Inter. "Abbiamo riportato Borja a casa, siamo contenti. Abbiamo riportato identità nel club, anche per volontà di Borja che è tornato molto volentieri.
Può ricoprire diversi ruoli, ha esperienza ed intelligenza tattica: è bravo a capire dove passa il pallone, ed è molto importante. Ho poco da dire. Dal 2012 al 2017 credo siano stato i suoi anni migliori. Quattro volte in Europa insieme.
Ci ha momentaneamente lasciato per andare all'Inter, togliendosi delle soddisfazioni. Penso che tutti oggi siamo davvero contenti di rivederlo qui". Questa la presentazione di Giancarlo Antognoni. Prende la parola Borja Valero: Sull'addio di tre anni fa: "Sono felice, grazie di come mi avete accolto, oggi parliamo solo di cose belle.
L'addio fu molto triste per me, per come si fecero le cose. Ringrazio l'Inter, qui non mi volevano più e mi portarono in una squadra importante, dove ho fatto tre anni felici a Milano". Sul ruolo e sul futuro: "Per venire qui si è parlato di tante cose.
Ancora mi sento di dare tanto in campo, mi allenerò come un bambino per giocarle tutte, poi sarà un problema del mister ed accetterò tutte le sue scelte. Poi, per la mia esperienza, potrò dare una mano alle persone che arrivano dall'estero ed ai più giovani.
Potrò aiutare tutti, a fine carriera vedremo. Oggi me la sento ancora di giocare". Sull'Inter: "Siamo stati vicini a vincere qualcosa che alla fine non si è potuto vincere. Mi è sempre mancato in carriera un trofeo, sarebbe stato la ciliegina sulla torta.
Per la Fiorentina voglio essere un compagno in più. Voglio guadagnarmi il rispetto della gente per quello che ho fatto quest'anno, non per quello che ho fatto in passato. Sono convinto al 100% di poter essere utile alla Fiorentina in campo".
Sul passato: "Quando arrivai la prima volta ci fu una rivoluzione, approfittammo di un momento in cui le milanesi non erano al massimo, peccato che il quarto posto non valeva la Champions... Speriamo di replicare quelle situazioni, sarebbe un miglioramento per tutti i giocatori".
Sul ruolo del regista: “Si, posso farlo. All’Inter ci ho giocato spesso, posso giocarci perfettamente, anche se poi deciderà il mister, ho molto rispetto per lui".
Sulla reazione di Alvaro quando ha saputo del ritorno: "Me lo terrei per me...Quando gliel'ho detto è salito in camera e si è messo la maglia viola addosso e saltava da tutte le parti. Ha qui tutti i suoi amici, per lui è stata una grande emozione
". Sulle altre offerte: "Non voglio essere d'esempio per nessuno.Ho avuto diverse offerte, dove mi offrivano più anni e più soldi, ma al cuore non si può comandare. L'unica opzione era quella di tornare qui
". Su Chiesa e Ribery: "Quando sono andato via Federico era un bambino, anche se si vedevano le potenzialità.Nel momento mio più difficile qui, quando non riuscivamo a vincere, lui è stato bravo a darci una mano. Ha avuto una crescita grande qui ed in Nazionale. Mi auguro abbia un futuro grandissimo. Ribery? Allenarsi con campioni così è unico, c'è solo da imparare anche alla mia età
".Sul centrocampo: “C’è grande competizione a centrocampo, farà la differenza questa cosa perché tutti si alleneranno al massimo per giocare la domenica. Il livello in allenamento si alzerà molto”.
Su Commisso: “Oggi è arrivato, ha parlato con tutta la squadra.
Ancora non ci ho potuto parlare personalmente perché sono venuto subito qui. Avremo tempo per conoscerci meglio”.
Sul gol da ex: "Fare gol ad una squadra a cui vuoi così bene non è semplice, ma in quel momento mi toccava fare quello.Pensavo potesse anche essere la mia ultima partita al Franchi, non sapevo dove sarei andato a giocare e potevo tornare anche in Spagna. Quindi le emozioni erano tante
". Sul numero 6: "Fra i numeri liberi abbiamo scelto il 6 con Alvaro: è il giorno in cui è nato lui".Sugli attaccanti: "Abbiamo una bella rosa, ancora devo conoscerli bene. Se c'è da migliorare o no lo deciderà la direzione sportiva. Per aiutarli al meglio mi devo allenare un po' con loro, per conoscere da dentro le loro caratteristiche".
Sul ruolo del regista: "Le mie caratteristiche sono quelle che conoscete, mi piace andare e correre, ma non è da me chiudere porte a prescindere. Giocare regista mi può dare anche delle soddisfazioni. Vedremo negli allenamenti con il mister".


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