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Il blog di Ludwizaller - Tempio del Franchi

Il destino del Franchi nel 3000 d.C. secondo Ludwigzaller

Il cosiddetto Tempio dei Franchi è un complesso a carattere sacro rituale situato al centro di un nucleo urbano databile al 2000 d.C. e oggi completamente ricoperto dalle acque del mar Mediterraneo che invasero l’Italia antica intorno al 3500 d.

C. Si tratta di un insieme di architetture misteriose, tra le quali sono state individuate in particolare le Scale Elicoidali Celesti, la statua del Dio Batistuta, e una torre dalla quale molto probabilmente si affacciava il sacerdote per celebrare le cerimonie.

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È detto Tempio dei Franchi perché in un’iscrizione superstite si legge la misteriosa espressione “Artemio Franchi” nome teoforico derivato da quello della divinità Artemideo Diana Cacciatrice.

Poiché le popolazioni italiche dell’epoca erano sprovviste di macchine, gli archeologi si interrogano sul modo in cui l’enorme tempio fu costruito, ma soprattutto si chiedono come mai fu smontato e ricostruito altrove.

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I grandi resti hanno suggerito l’ipotesi che a somiglianza di Stonehenge il tempio fosse un osservatorio astronomico, utilizzato in particolare nel periodo degli equinozi e dei solstizi. Fonti di carattere letterario alludono alle festività dedicate al Dio Bajo (o Baggio) durante le quali i giovani membri della comunità si davano a violenze collettive piangendo la partenza del Dio che come altre divinità analoghe spariva e ricompariva di anno in anno.

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In occasione della festa del Dio entravano nel complesso undici giovani e altrettante giovinette vestite di viola che intonavano un antichissimo canto le cui parole iniziavano con i versi “O Fiorentina di tutte le squadre ti vogliam regina”.

Si procedeva quindi a sacrificare un gigantesco pupazzo in forma di essere umano denominato Il Cecchi-Gori. Il mito della creazione del tempio narra che il Dio Kommisso geloso delle divinità Atalantine abbia deciso di distruggere l’antico manufatto a martellate.

Era apparsa la divinità rivale Pessina che brandendo il Grande Codice aveva tentato di impedirglielo, ma Kommisso lo aveva fatto a pezzi e divorato.

Tra i momenti agonici che si svolgevano nel tempio c’erano anche sfide tra compagini rivali il cui scopo era di far entrare una sfera in una rete.

Chi falliva nell’impresa veniva decapitato, specialmente in occasione del cosiddetto “calcio di rigore”. La somiglianza con analoghi momenti agonici degli Aztechi appare chiara. La terribile frase con cui si decretava la fine prossima di chi aveva fallito nella conduzione della squadra era “non mangerai il panettone”, chiara minaccia di una morte imminente.

Ingresso: 8 euro, bambini 4 euro, scolaresche gratis, marziani 12 euro, chiuso il mercoledì.

di Ludwigzaller In copertina: le Sacre Scale Elicoidali
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