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Il blog di Ludwigzaller - Maradona a Firenze

Di uno stadio da centomila posti e del perché Maradona non venne alla Fiorentina

La storia del mancato trasferimento di Maradona a Firenze sembra suggerire che i problemi in cui si dibatte oggi la Fiorentina siano eterni. A quel tempo, siamo nel 1984, di diritti tv e merchandising non si parla. Gli incassi delle società, oltre che dal player trading, che allora si chiamava calciomercato, vengono dai biglietti e dagli abbonamenti.

La maggior parte delle società incassa meno di quanto spenda. I conti vengono riequilibrati attraverso scambi di giocatori che hanno un carattere fittizio. Si dà un valore ipotetico a un calciatore e lo si scambia con altri giocatori il cui costo è altrettanto inventato.

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Tuttavia negli scambi internazionali questo escamotage è impossibile, la moneta sonante deve circolare davvero. Incombe inoltre il regime dello svincolo e gli ingaggi sono in crescita. Ilario Castagner profetizza: "Vincerà lo scudetto la squadra che avrà gli incassi maggiori, perchè potrà ingaggiare i giocatori più costosi, quindi i migliori.

Nessun club potrà difendere i calciatori più forti, se non potrà pagarli meglio di altri”. Pagarli significa avere grandi stadi, e il San Paolo di Napoli è l’impianto più capiente. “Il futuro è del Napoli” conclude Castagner.

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In questo clima, si stanno gettando le basi di un’operazione di mercato straordinaria. Marcelo Open, manager di César Luis Menotti, lavora per il trasferimento dell’ex commissario tecnico dell’Argentina, vincitore dei mondiali del 1978, dal Barcellona alla Fiorentina.

Menotti porterebbe con sé Maradona. Gli intensi contatti con Pontello si infrangono sul numero dei posti allo stadio. Per prendere Maradona si dovrebbe ampliare il Franchi. E Pontello ne ha parlato, ma inutilmente, con il comune.

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Non ci sono problemi di conservazione. Nervi infatti aveva già negli anni Cinquanta approvato un progetto di ampliamento dello stadio a oltre 100 mila posti. Si tratta in sostanza di recuperare quel progetto, nato col consenso del progettista.

Il comune però non ci sta. E Pontello rinunzia, non senza una coda polemica. Pontello rilascia una dichiarazione: "Il Comune di Firenze non ci aiuta ad ampliare lo stadio, e il nostro è già pieno. L’enorme sacrificio per acquistare Maradona sarebbe un errore: non potrebbe mai incrementare il numero delle presenze, quindi gli incassi.

Maradona sarebbe un affare per il Napoli, che ha uno stadio da ottantamila, e una media di sessantamila spettatori. Giocherebbe con il San Paolo al completo". Il giorno dopo Ferlaino si trovava a Napoli e avendo bisogno di un taxi, ne chiamò uno che stazionava presso il suo ufficio, a Piazza Amedeo.

Non appena il presidente fu salito a bordo, il taxista esclamò: “Allora presidente, quando arriva Maradona? ”. Ferlaino scrisse una lettera piccata a Pontello, invitandolo a farsi gli affari suoi ma pochi mesi dopo Maradona fu presentato al San Paolo di fronte al pubblico festante.

La storia si ripete sempre, diceva Nietzsche pensando all’eterno ritorno. E Marx aggiungeva: gli eventi ricompaiono identici, ma la seconda volta sotto forma di farsa. Si consoli dunque Commisso. di Ludwigzaller Fonti: Antonello Marinai, Di mercato si può morire, in “Repubblica”, 18 dicembre 1985.

Antonello Marinai, Cento miliardi di sicurezza, in “Repubblica”, 5 agosto 1987. In copertina: Maradona e Menotti, una coppia che poteva ricomporsi a Firenze

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