Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Il blog di Ludwigzaller: Elefanti

In una nuova 'puntata' del suo blog, Ludwigzaller parla dei Mondiali ma anche della recente intervista rilasciata da Vincenzo Montella a La Gazzetta dello Sport

Prima di Annibale fu Pirro, valoroso re dell’Epiro le cui gesta sono narrate da Plutarco, ad avvalersi degli elefanti come armi da guerra contro i romani. Nella battaglia di Eraclea, le truppe romane, comandate dal console Licinio, furono scompaginate dall’avanzata dei pachidermi, i legionari furono presi dal panico, i cavalli imbizzarriti disarcionarono i cavalieri, consentendo alla cavalleria di Pirro di far strage dei nemici.

sponsored

Occorse del tempo prima che i romani imparassero a combattere contro gli elefanti, ma alla fine capirono che erano vulnerabili all’urto di fanti armati di lance e che erano animali mansueti.

Nel 1974, ai mondiali di Germania, l’Olanda di Cruijff utilizzò armi altrettanto nuove e sconosciute contro gli uruguagi loro primi avversari, come la tecnica del fuorigioco, le sovrapposizioni delle ali e dei terzini, il gioco totale senza ruoli fissi.

sponsored

Il terrore che si dipinse sul volto dei campioni sudamericani, eredi di una tradizione calcistica antica, non fu diverso da quello sperimentato dai legionari di Licinio. La sconfitta fu bruciante più nello svolgimento che nell’esito della partita, che finì 2-0.

Tra gli spettatori c’era anche un ragazzo, io, che ingannava il tempo interminabile delle vacanze estive assistendo a un mondiale dal quale l’Italia, vice-campione del mondo nel 1970, era destinata a sparire quasi subito.

sponsored

Parve ai più che il difensivismo fosse spirato quel giorno.

Ma gli eredi degli uruguagi di allora hanno utilizzato le loro tattiche di distruzione del gioco, pochi giorni fa, per annichilire il Portogallo. E la Spagna è stata fermata da una Russia schierata rigorosamente in difesa. Il gioco a tutto campo è stato sterilizzato.

Lo zoppo Tabárez (che sarebbe piaciuto a Montaigne) ha ottenuto una rivincita attesa per mezzo secolo.

Mentre il mercato della Fiorentina lentamente si muove, e i segnali appaiono buoni, Montella ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta nella quale dice fra l’altro che rimpiange di non aver saputo imporre, al Milan, la sua “follia”.

E  dichiara di essere alla ricerca di un progetto calcistico “folle”. Ci sono insomma forti sospetti che Vincenzo legga questa pagina, visto che la stessa nostalgia di una follia perduta era al centro di un post apparso qui qualche settimana fa.  Ne sono felice, naturalmente, e, anche a costo di attirarmi le critiche e l’impopolarità, gli faccio i migliori auguri.

di Ludwigzaller
Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento