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Biraghi: «Oggi è una giornata molto triste. Per noi è stato come un padre»

Il ricordo dell'ex capitano della Fiorentina: «Ci chiedeva sempre della nostra famiglia. Con lui il calcio passava in secondo piano»

Raggiunto dai microfoni di Sky, Cristiano Biraghi ha ricordato Rocco Commisso nel giorno della sua scomparsa. Il laterale sinistro è stato capitano per tre anni e mezzo durante la sua presidenza. «Oggi è una giornata molto triste per me, per la Fiorentina, per la famiglia e per il popolo viola. Ma penso un po' per tutto il mondo del calcio, perché comunque il presidente era una persona veramente stupenda. Nonostante il ruolo che ricopriva e la carriera imprenditoriale che ha avuto, era una persona che si metteva al livello della persona con cui parlava. A noi diceva di chiamarlo Rocco, poi noi per rispetto lo chiamavamo presidente. Lui quasi si infastidiva. Perdiamo una persona di grandi valori».

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IL PRIMO RICORDO. «La cosa che più mi rimarrà in mente è che prima di chiederci come stavamo, ci chiedeva come stava la nostra famiglia e i nostri figli. Penso sia l'emblema di quello che era. Abbiamo vissuto delle belle stagioni, ma anche inizialmente nei momenti difficili dei primi due anni il primo suo pensiero era a noi, la nostra famiglia e la nostra salute. Il calcio veniva dopo. Faccio le mie più sentite condoglianze alla famiglia, alla Fiorentina e al popolo viola».

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ULTIMI CONTATTI. «Da quando sono andato via ci siamo sentiti più di una volta, ma il calcio era sempre in secondo piano. Mi chiedeva come stava la mia famiglia, se avevano patito il trasferimento in un'altra città».

COME UN PADRE. «Sono contento che anche da fuori, per chi non lo conosceva, fosse questa. Era così. Ricordo nei primi tempi che aveva iniziato a costruire il Viola Park, ci teneva a portarci là per farci capire cosa voleva fare con questa struttura. Il suo obiettivo era di unire. Noi mangiavamo con i ragazzi dell'Under 12, dell'Under 10, della Fiorentina Femminile. Lui voleva creare questo legame tra tutti, senza che la prima squadra fosse una cosa a parte. La Fiorentina è unica, è una cosa sola. Chiunque indossa quella casacca doveva essere partecipe in tutto e per tutto. Aveva creato questa grande mensa al Viola Park in cui mangiavamo tutti».

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