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Bigica: "Bravi a capire i momenti, non abbiamo fatto niente. Bati e la mia emozione..."

Soddisfatto il tecnico della Primavera viola al termine della Finale d'andata di Coppa Italia, vinta 2-0 contro il Torino

Queste le parole di Emiliano Bigica in sala stampa: "Questi ragazzi non sono abituati a giocare in stadi così, davanti a così tante persone. Immaginavo potessimo essere contratti all'inizio, poco fluidi nel gioco. Abbiamo provato a seguire il piano partita.

L'episodio del rigore ha sbloccato tutta la situazione. Nella ripresa abbiamo tenuto meglio il campo, mi ha fatto arrabbiare quella palla persa alla fine, che poteva costarci il 2-1. Prendendo gol avremmo rovinato una prestazione fatta nel modo giusto.

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Il Torino è una squadra fisica, ha defezione importanti come Millico ed Adopo. Sono venuti con umiltà a giocare. Di contro hanno trovato una squadra brava a capire i momenti della gara. Questa partita potrà essere lunga anche più di duecento minuti, dentro i quali ci saranno più partite.

Abbiamo capito quando dovevamo difenderci e quando potevamo ripartire. Dopo nove mesi di lavoro, mentalmente stanno crescendo. Per giocare a questi livelli devono passare da queste partite: gli auguro di giocarne tante, anche più importanti di queste.

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Dal punto di vista mentale stanno crescendo molto, ma ricordiamoci che ancora non abbiamo fatto niente". Sulla presenza di Batistuta: "Sono stato a cena con lui due giorni fa, mi ha detto che sarebbe venuto. Mi ha fatto un certo effetto sentire il coro dedicato a lui quando è arrivato, l'ho sentito per tante partite quel coro....

La coppa l'ho vinta da calciatore, ricordo una Firenze che alle quattro di mattina sembrava fosse a mezzogiorno, quando tornammo con la coppa. Fu un'emozione incredibile, come del resto lo è stato per me entrare al Franchi da allenatore: qui mi posso anche sbizzarrire durante la partita, l'area tecnica è enorme".

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Sui tifosi: "E' stato fatto un bel lavoro di comunicazione da parte della società, i tifosi ci stanno sempre vicini e la loro presenza è fondamentale. Arrivare a Torino è lunga, ma se ci fossero a sostenerci saremmo onorati".

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