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Berna: l’operazione rinnovo stuzzica anche Kalinic. Sondaggio viola sul futuro del croato

Se ne parlerà a breve, sicuramente molto prima della fine della stagione e del via al mercato, ma proprio mentre in casa Fiorentina si gettavano le basi per l’offerta da presentare a Berna, ecco rimbalzare un’altra idea. Condita da un (ovvio) punto interrogativo: perché non tentare di evitare anche l’addio di Kalinic?

Addio che – da troppo tempo – sembra praticamente scontato. La suggestione (perché di questo si tratta, almeno fino a questo momento) è da leggere così. Dopo il no ai milioni dei cinesi, no che Kalinic ha giustificato soprattutto per l’obiettivo di non voler lasciare Firenze e la Fiorentina, un ambiente definito «ideale», la prima e facile conseguenza di questa decisione potremmo tradurla così: Kalinic ha deciso di rimanere ad aiutare la squadra viola, ha rinunciato a tanti milioni, ma in cambio avrà ottenuto la promessa di andare altrove (magari in Europa, magari in Champions) già a giugno.

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Il ragionamento non fa una piega come non è da dimenticare il concetto del legame fra Nikola e Sousa (più che con la Fiorentina?), legame che di conseguenza sarà destinato a sciogliersi non appena Paulo andrà ad allenare altro.

Tutto vero e tutte considerazioni giuste, ma un tentativo per evitare l’addio di Kalinic potrebbe davvero essere sull’orizzonte delle prossime settimane viola. Ragione numero uno: rispetto ai 50 milioni chiesti ai cinesi, via clausola rescissoria, a gennaio, oggi la voce a bilancio per la cessione del croato appare decisamente più bassa.

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Per intendersi, una trattativa con il Borussia per lo sbarco di Kalinic in Germania, oggi frutterà alla Fiorentina al massimo una trentina di milioni. Secondo dando per buono lo scenario di un addio al centravanti croato, la società viola dovrà comunque presentarsi sul mercato con l’obiettivo di mettere sotto contratto una nuova punta.

Già, ma quanti dei soldi incassati dovranno così essere subito rispesi per trovare l’erede di Nikola? In media, per una punta che non sia una scommessa come lo fu proprio Kalinic (pagato solo 5,5 milioni dal Dnipro), la Fiorentina dovrà prendere in considerazione un investimento minimo di una quindicina di milioni.

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Forse più. In pratica la metà dell’incasso fatto con l’addio a Nikola dovrà obbligatoriamente tornare sul mercato. Infine, come detto, la volontà del giocatore. Ok, Kalinic non ha mai detto come Bernardeschi di sentirsi cucita addosso la maglia viola, ma il suo feeling con la Fiorentina è sincero e spontaneo.

In altre parole, probabilmente, lo stesso attaccante potrebbe accogliere favorevolmente la possibilità di valutare una sua permanenza a Firenze (sì, anche senza Sousa).

La cosa certa, comunque, è che la società viola a parte l’eventuale gentleman agreement del gennaio scorso (mai comunque confermato da nessuno in modo diretto) provi a capire se Kalinc abbia ancora voglia di giocarsi un’altra chance in maglia viola.
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